Trimestrale JP Morgan: conto sotto attese, nuovi minimi in arrivo?

Trimestrale JP Morgan: conto sotto attese, nuovi minimi in arrivo?

Trimestrale JP Morgan: conto sotto attese, nuovi minimi in arrivo?

E’ una trimestrale deludente quella comunicata poco fa da JP Morgan, banca numero uno oltreoceano per valore degli asset, che potrebbe condizionare negativamente la sua seduta odierna a Wall Street. Nello specifico la banca statunitense ha visto l’Eps scendere a 2,63 dollari che si confronta con i 4,5 dollari registrati nel primo trimestre del 2021 e sotto le attese degli analisti che si aspettavano 2,72 dollari per azione.

L’utile del primo trimestre scende del 40% rispetto a 12 mesi prima attestandosi a 8,28 miliardi di dollari. Non fa eccezione il fatturato che passa dai 32,3 miliardi del 2021 agli attuali 30,717 miliardi di dollari; nello specifico risulta in calo dell’8% la divisione markets & securities service mentre fa peggio il settore investment banking che scende del 28%. Da segnalare infine che il cda ha approvato un buyback da 30 miliardi di dollari e che potrebbe rappresentare un elemento a sostegno del titolo.

Con l’uscita dei dati trimestrali l’AD Dimon ha dato la sua view per l’anno in corso che si annuncia difficile, non solo a causa dell’elevata inflazione, ma anche per i problemi che il conflitto militare in Ucraina sta avendo sulla supply chain.

 

Azioni JP Morgan: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora come potrebbe reagire il titolo dopo questi dati. Dopo aver toccato nell’ottobre del 2021 i top di periodo in area 173 dollari, il titolo JP Morgan è andato incontro ad una fase correttiva che ancora oggi non si è esaurita. Nel breve periodo importante sarà la tenuta dei minimi di marzo 2022, posti nei pressi dei 127 dollari, per evitare un rafforzamento del downtrend in atto che spingerebbe le quotazioni in direzione dei prossimi target ribassisti in area 120 dollari. Fondamentale sarà a quel punto la tenuta di questi supporti, per evitare la chiusura del gap up lasciato aperto nel novembre del 2020 nei pressi dei 105.5-106 dollari.

Al contrario un segnale di positività si avrebbe con il superamento delle prime resistenze e massimi del mese scorso situati sui 144 dollari, oltre i quali si aprirebbero le porte per allunghi in direzione dei 150,5 dollari e a seguire 159 dollari. Solo dinanzi ad una conferma oltre questi livelli che il titolo metterebbe in un angolo la fase correttiva partita sul finire dello scorso anno.

 

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