Il disgelo tra Stati Uniti e Russia potrebbe passare per l’approvazione del Tripp, l’ambizioso progetto strategico lanciato a Washington lo scorso agosto con una dichiarazione congiunta tra Azerbaigian e Armenia. La rotta promette di collegare Baku con la Repubblica autonoma di Nakhchivan, fornendo un anello mancante fondamentale al Titr (Trans-Caspian International Transport Route), il corridoio logistico tra Europa e Cina pronto a sostituire la rotta settentrionale che passa per la Russia.
Il Titr, meglio noto come Middle Corridor, sarà un’arteria essenziale del commercio eurasiatico del futuro. “Sono certo che il Tripp, che diventerà il prossimo segmento cruciale del Middle Corridor, fungerà da collegamento di trasporto chiave tra Asia ed Europa, ampliando la capacità di transito per le spedizioni internazionali di merci e contribuendo alla prosperità dei Paesi della regione nonché alla loro integrazione nelle catene di approvvigionamento globali”, ha sottolineato il presidente azero Ilham Aliyev.
In questo articolo:
- Cos’è il Tripp, la rete che collegherà Azerbaigian e Nakhchivan
- Dal corridoio di Zangezur al tunnel tra Russia e Alaska
Cos’è il Tripp, la rete che collegherà Azerbaigian e Nakhchivan
Tripp è l’acronimo di Trump Route for International Peace and Prosperity (letteralmente la via di Trump per la pace e la prosperità internazionale), noto anche come il corridoio di Zangezur. Si tratta di un piano per la costruzione di un tratto decisivo che consentirà il passaggio completo da Baku in Azerbaigian a Kars in Turchia: il percorso parte dalla capitale azera, attraversa 166 chilometri di nuova linea ferroviaria tra Ordubad e Horadiz lungo il confine con l’Iran e l’Armenia, passa per un segmento di 158 chilometri fino a Velidağ nella provincia turca di Zonguldak e arriva a destinazione grazie alla nuova tratta ferroviaria Nakhchivan-Kars.
L’asse infrastrutturale che connetterà l’Azerbaigian con la piccola exclave di Nakhchivan e poi il Caspio con la Turchia e l’Europa, avrà una sede ferroviaria e una stradale, un oleodotto, un gasdotto e una rete di comunicazione in fibra ottica. I 43 chilometri tra l’Azerbaigian e Nakhchivan rappresentano una zona delicata perché separati dall’Armenia: il Tripp è frutto dell’accordo di pace tra i due Paesi del Caucaso meridionale, mediato da Donald Trump in persona che ha promesso ad entrambi una serie di accordi bilaterali di sviluppo economico.

Il corridoio che porta gli Stati Uniti nel Caucaso, rafforzando l’influenza occidentale lungo il fianco meridionale della Russia attraverso la Turchia, è al vaglio del Cremlino. I dettagli del progetto non sono ancora stati resi pubblici, ma Mosca è apparsa positiva. “Il coinvolgimento di forze extraregionali nel Caucaso meridionale in questo caso dovrebbe contribuire all’avanzamento dell’agenda di pace, e non a creare nuovi problemi e nuove linee di demarcazione”, ha dichiarato Alexey Fadeyev, il vicedirettore del Dipartimento informazione del ministero degli Esteri russo.
Saranno gli Stati Uniti ad amministrare (sotto la giurisdizione armena) il Tripp, una tratta importantissima per le future vie dell’energia e delle comunicazioni digitali: si prevedono flussi dai 50 ai 100 miliardi di dollari all’anno per la gestione del corridoio, costruito da un consorzio di aziende private creato ad hoc e sotto concessione americana per 99 anni. Gli investimenti di Baku nel progetto stanno già dando i loro frutti: in tre anni, le spedizioni lungo il tratto azero del Middle Corridor sono aumentate del 90% e i tempi di transito si sono notevolmente ridotti. Aliyev ha più volte definito il Tripp come un progetto di trasformazione vitale per l’intera regione e “un’infrastruttura inclusiva per la crescita economica, il reciproco vantaggio e la stabilità”.
Dal corridoio di Zangezur al tunnel tra Russia e Alaska
Nel corso dell’ultimo faccia a faccia a Washington fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky per discutere la fine della guerra con la Russia, il presidente degli Stati Uniti ha anche espresso interesse per la proposta di costruire un tunnel sottomarino (o in alternativa un ponte) che colleghi l’Alaska alla Russia sotto lo stretto di Bering. L’obiettivo dell’infrastruttura, dal costo stimato di 8 miliardi di dollari, è quello di facilitare lo sfruttamento congiunto di importanti risorse minerarie.
L’idea della galleria ferroviaria – lunga 112 chilometri e “simbolo di unità tra i due Paesi” – è stata avanzata da Kirill Dmitriev, inviato speciale del Cremlino e amministratore delegato del fondo sovrano russo. Per la realizzazione del progetto, Dmitriev punta sull’appoggio di The Boring Company, la società di Elon Musk che realizza tunnel avveniristici per i trasporti del futuro. “È interessante, dovremo pensarci”, ha dichiarato Trump. “Non ne sono entusiasta”, è stato invece il freddo commento di Zelensky.









