Trump: inizia il secondo round, cosa attendersi su azioni e dollaro

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Trump al via con il suo secondo mandato. Gli analisti di Vontobel hanno esaminato, nella loro newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti) quali potrebbero essere le conseguenze sui settori azionari e sul dollaro dell’avvento del magnate prestato alla politica. 

 

Finalmente ci siamo: oggi inizia ufficialmente il secondo mandato alla Casa Bianca di Donald Trump. Il mondo sarà un posto diverso, soprattutto per quanto riguarda gli equilibri geopolitici e commerciali. Se per alcuni analisti, come ad esempio Alex Tedder, ccorresponsabile dell’azionerio di Schroders, la presidenza Trump si rivelerà probabilmente un jolly per gli investitori nel medio termine, per i mesi successivi è lecito attendersi una maggiore volatilità. Molto ruoterà intorno alle decisioni in materia di commercio, regolamentazione e agenda fiscale.

Il nuovo presidente degli USA appare intenzionato ad allentare la pressione fiscale delle imprese americane e ciò farà da traino per le valutazioni societarie, specie per i settori value e per le small cap. Il processo di deregolamentazione potrebbe invece fornire un assist al comparto bancario, quello che appare in questo momento il principale beneficiario del ritorno alla Casa Bianca di Trump. Oltre al taglio delle tasse, il settore potrebbe infatti registrare maggiori ricavi derivanti dalle operazioni di M&A. Il settore finanziario ha inoltre un’ulteriore carta da giocarsi, quella dei dazi e di un eventuale ritorno dell’inflazione. A differenza di altri comparti, quello bancario non ne verrebbe impattato. Anzi, la loro introduzione potrebbe portare una crescita del costo della vita che si tradurrebbe in tassi alti per un
periodo di tempo più lungo. Per le banche ciò significa maggiori margini da interessi, così come mostrato in modo chiaro e netto dalle trimestrali della scorsa settimana.

La politica monetaria della Fed è uno di quei fattori che tuttavia potrebbe portare volatilità sui mercati. Il dollaro forte per il momento è un cuscinetto che permette di calmierare i rischi inflattivi cui potrebbe essere esposta l’economia statunitense con Trump alla guida. Nel primo semestre del 2025, la Fed potrebbe adottare un atteggiamento attendista, in attesa di capire che direzione prendere.

Immagine di Redazione

Redazione

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