TRUMP, NUOVO ATTACCO ALLA CINA. BORSE GIU' - Borsa e Finanza

TRUMP, NUOVO ATTACCO ALLA CINA. BORSE GIU’

C’è l’attesa per la ripresa delle trattative commerciali tra Cina e Stati Uniti. C’è il presidente Usa Donald Trump, che ignorando gli appelli del Fondo Monetario Internazionale, secondo cui la guerra dei dazi costituisce un problema per l’economia mondiale, ha scritto un nuovo tweet attaccando Pechino, colpevole di aver rotto l’intesa raggiunta in via preliminare. E poi c’è l’Iran, che ieri ha confermato i rumors dei giorni scorsi, dichiarando di voler riprendere l’attività nucleare.

In questo contesto le borse europee aprono con il segno meno, debole la chiusura di Wall Street, anche le borse asiatiche affondano, vendite su petrolio mentre l’euro tiene sul dollaro e sulla sterlina.

Equity

Dax a 12.080.
Permane il trend negativo a Francoforte avviata dall’impulso ribassista del 3 maggio scorso, che apre debole a 0,79%.

Ftse Mib a 21.102.
Pesante anche Milano, che si avvia verso la terza seduta di fila in rosso, toccando i minimi degli ultimi due mesi a 21.013 punti (-0,87%) all’interno di un trend negativo iniziato il 17 aprile scorso dopo aver raggiunto il massimo dell’anno.

Cac40 a 5.347.
Parigi è la peggiore, -1,4%, anch’essa tocca i minimi degli ultimi due mesi, quando il 27 marzo era scesa a quota 5211 punti.

Ibex a 9.137.
Non fa eccezione la piazza di Madrid, che deve vedersela anche con i dati negativi della produzione industriale: a marzo -3,1% due punti percentuali più bassi rispetto alle attese e tre punti in meno rispetto a febbraio.

Valute

L’Euro è debole nei confronti del dollaro, del Franco e della Sterlina.

Euro Dollaro a 1.1187 (-0,04%), Euro Franco a 1.138 (-0,32%), Euro Sterlina a 0,8603 (+0,02%).

L’impulso rialzista avviato il 3 maggio scorso non ha trovato forza nei giorni successivi nonostante Draghi ieri abbia detto che in Europa ci sono segnali di ripartenza per l’inflazione sull’andamento dei salari, dinamica che permetterà alla banca centrale di di raggiungere l’obiettivo del mandato.


Commodity
Il dato inatteso del crollo delle scorte di petrolio, scese a -3,9 milioni di barili rispetto agli 1,215 milioni attesi, ha spinto al rialzo le contrattazioni di ieri ma il trend rimane negativo: -0,79% a 61.49 dollari al barile.

Il bene rifugio per eccellenza, l‘oro, viaggia in territorio positivo. +0,34% a 1.285 dollari l’oncia. Molti indici azionari hanno avviato un trend negativo il 2 maggio scorso quando Trump ha annunciato la fine delle esenzioni sul greggio. In controtendenza e contemporaneamente, il metallo giallo ha registrato un impulso rialzista che lo ha portato ai massimi degli ultimi 30 giorni proprio nella giornata di ieri.

Terza seduta in rosso consecutiva per il rame, che avvia le contrattazioni a -0,58% dopo aver toccato l’altro ieri il secondo minimo dell’anno dopo quello del 30 gennaio scorso, a quota 2,73.

Rendimento in lieve discesa per il Bund, cresce invece il tasso di interesse del Btp.

Il titolo di stato tedesco è rientrato nella sua area di lateralità avviata da inizio aprile, che ora si trova tra 0,050 e -0,074% e a metà mattinata segna -0,070%. Quello italiano al contrario si trova all’interno di un impulso rialzista partito sempre il 2 maggio scorso ed è reduce da quattro sedute positive consecutive, guadagnando lo 0,0181%.

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