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Turchia: inflazione quasi al 65%, cosa farà la Banca centrale?

Turchia: l'inflazione quasi al 65%, cosa farà la Banca centrale?

L’inflazione continua a mordere in Turchia. Secondo i dati pubblicati dalla Central Bank of the Republic of Turkey, l’indice dei prezzi al consumo è aumentato a gennaio del 64,86% su base annua, rispetto al 64,77% del mese di dicembre e oltre le previsioni degli analisti al 64,52%. Su base mensile l’indice ha segnato un aumento del 6,7%, il più grande balzo da agosto 2023 e oltre il 6,49% atteso.

I settori più colpiti dal carovita sono stati la salute, con un incremento dei prezzi del 17,7%, hotel, bar e ristoranti con una crescita del 12%, e i beni e servizi che hanno subito un aumento di poco superiore al 10%. L’unico comparto che ha registrato un calo rispetto al mese precedente è stato quello dell’abbigliamento (-1,61%). La nuova ondata inflazionistica è stata ispirata dal raddoppio del salario minimo a 17.000 lire turche – pari a 556,50 dollari – rispetto a gennaio dello scorso anno.

 

Banca di Turchia: la lotta all’inflazione con il nuovo governatore

I dati sull’inflazione in Turchia giungono dopo un fine settimana burrascoso, contrassegnato dalle dimissioni a sorpresa del governatore della Banca centrale Hafize Gaye Erkan in seguito ad alcuni scandali familiari. L’ormai ex-presidente era stato scelto da Recep Tayyip Erdogan per guidare l’istituto monetario nella lotta contro l’inflazione che lo scorso anno ha raggiunto un picco superiore all’80%. Erkan da giugno si è reso protagonista di una sfilza di strette monetarie che hanno portato il tasso di riferimento dall’8,5% al 45%. Con l’ultimo rialzo di due punti e mezzo percentuali si è concluso il ciclo e l’aspettativa è che il tasso di inflazione possa tornare verso l’obiettivo della Banca centrale, il 36% entro la fine del 2024.

A prendere il cposto di Erkan è il vice-governatore Fatih Karahan, che ha trascorso quasi un decennio come economista presso la Federal Reserve Bank di New York e gode di ottima reputazione. Nella giornata di ieri Karahan ha affermato che, nel caso le prospettive di inflazione dovessero peggiorare, la Banca di Turchia sarebbe pronta a un ulteriore inasprimento. Per fare questo avrebbe comunque bisogno del sostegno di Erdogan, il quale potrebbe tuttavia essere meno accondiscendente con le elezioni locali alle porte.

 

Cosa pensano gli analisti

Secondo gli analisti il nuovo governatore potrebbe essere messo sotto pressione nei prossimi mesi. “I dati sull’inflazione di gennaio evidenziano la continua forza dell’inflazione dei servizi”,ha scritto in una nota Liam Peach, economista senior sui mercati emergenti di Capital Economics. “Il fatto che l’inflazione non sia aumentata significativamente più del previsto a gennaio è positivo, data l’incertezza sull’impatto dell’aumento del salario minimo. Ma le cifre rappresentano una piccola battuta d’arresto per il processo di disinflazione. Per ora la previsione di inflazione della Banca centrale, al 36% entro fine anno, rimane intatta” ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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