Ubs AM sulla nuova rotta degli investimenti alternativi

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I primi sei mesi dell’anno hanno segnato un punto di svolta per i mercati globali. Si è assistito a movimenti non più visti da tempo. Tra tensioni geopolitiche, il cambiamento nelle politiche monetarie e nuove dinamiche settoriali, gli investitori si sono trovati a dover ripensare profondamente le proprie strategie di investimento. Emanuele Bellingeri, responsabile per l’Italia di Ubs AM, è partito da questo scenario per introdurre la necessità, ormai inevitabile, di inserire nei portafogli anche l’asset class degli investimenti alternativi, per guadagnare in resilienza e diversificazione. “In Italia tale ripensamento mi aspetto che arrivi anche sui clienti wholesale, se non su quelli retail” ha commentato, sottolineando come Ubs sia pronta con la sua struttura ad agire in tal senso e rispondere alla domanda del mercato.

 

In questo articolo:

 

  • L’Europa è ancora favorita sugli Stati Uniti
  • Gli investimenti alternativi per costruire portafogli resilienti
  • Investimenti alternativi, le opportunità di real estate e infrastrutture

 

L’Europa è ancora favorita sugli Stati Uniti

Uno dei temi del primo semestre dell’anno è stata la sovraperformance dei mercati europei rispetto a quelli statunitensi. Una situazione ben diversa rispetto a quella degli anni precedenti in cui all’”eccezionalismo Usa” faceva da contraltare l’anemia economica dell’Vecchio continente. Oggi questa situazione sembra essersi ribaltata. “Le azioni europee – ha spiegato Alessio Rizzi, research analyst, Active Multi-asset di Ubs AM – rimangono sottovalutate rispetto a quelle statunitensi nonostante abbiano fatto meglio nei primi sei mesi dell’anno e tenerle in portafoglio nel medio-lungo termine può essere una scelta di investimento positiva, dopo 15 anni di sottoperformance”.

 

Lo sconto di valutazione tra azioni europee e statunitensi (linea continua) e la sua media (linea tratteggiata) - Fonte: Ubs AM
Lo sconto di valutazione tra azioni europee e statunitensi (linea continua) e la sua media (linea tratteggiata) – Fonte: Ubs AM

 

Le prospettive future, infatti, rimangono favorevoli al Vecchio continente. Rizzi si aspetta una riduzione del gap di crescita tra le due sponde dell’Atlantico, a cui si aggiungeranno catalizzatori come la fine del conflitto in Ucraina e l’effetto Trump, che peserà sulla crescita degli Stati Uniti. “A ciò si aggiunga – ha proseguito l’analista – che settori che prima rappresentavano un peso, come il bancario, oggi sono tornati a essere profittabili in un contesto di sottovalutazione rispetto agli Usa”.

L’Europa rappresenta infine un’opportunità di diversificazione in quanto la correlazione tra gli indici delle varie aree geografiche si è ridotta sensibilmente. L’ultima aggiunta di Rizzi riguarda la spesa fiscale, “che in Europa si può fare, come dimostrato dal piano di stimoli varato dalla Germania, negli Stati Uniti no”.

 

Gli investimenti alternativi per costruire portafogli resilienti

La crescente incertezza e la conseguente volatilità spinge a promuovere una revisione strutturale dei portafogli con l’ingresso degli investimenti alternativi. In particolare i mercati privati – come private equity, real estate e infrastrutture – offrono rendimenti più elevati, bassa correlazione con i mercati tradizionali e maggiore stabilità. Giacomo Cristofori, head of southern Europe, real assets investment sales specialists, di Ubs Am, ha sottolineato come “negli Stati Uniti, le fondazioni universitarie hanno già allocato il 50% dei loro portafogli in questi strumenti, mentre gli investitori istituzionali si attestano tra il 20% e il 30%”.

Tuttavia, secondo l’esperto non è sufficiente favorire l’investimento alternativo. Per le sue caratteristiche “dobbiamo essere in grado di affiancare il cliente sia nel momento della scelta dell’investimento che quando si tratta di gestirlo”. In questo senso la piattaforma ad architettura aperta (Unified global alternatives) lanciata da Ubs si propone come l’hub con cui “progettare la soluzione giusta per i clienti”.

 

Investimenti alternativi, le opportunità di real estate e infrastrutture

Dopo aver introdotto il tema, Cristofori ha concentrato la sua attenzione su due delle asset class alternative più promettenti: il real estate (immobiliare) e le infrastrutture.

“Il settore immobiliare, dopo la stretta sui tassi seguita al Covid, mostra segnali di ripresa” ha commentato l’esperto. Secondo l’analisi di Ubs AM il mercato immobiliare ha vissuto una fase di ribasso nelle valutazioni a partire dalla seconda metà del 2022, seguita da una ripresa verso la fine del 2024 e consolidata nei primi mesi del 2025. La riduzione dei costi di finanziamento dovrebbe favorire un aumento delle transazioni. Tuttavia, l’offerta di nuovi immobili è contenuta a causa della scarsità di costruzioni negli anni passati e dell’aumento dei costi dovuto ai dazi. Ciò potrebbe ostacolare nuovi sviluppi, ma al contempo sostenere la crescita dei canoni degli immobili esistenti. Le strategie di investimento più promettenti si concentrano su segmenti come logistica, data center e living, sostenuti da trend strutturali come l’e-commerce, la digitalizzazione e l’urbanizzazione.

Per quanto riguarda le infrastrutture, oggi sono diventate degli asset strategici. Le infrastrutture presentano barriere all’ingresso elevate, un posizionamento quasi monopolistico e la capacità di trasferire i costi, risultando meno sensibili ai cicli economici e positivamente correlate con l’inflazione. “Oggi – ha spiegato Cristofori – gli investimenti in infrastrutture restano al di sotto del necessario per sostenere la crescita globale, mentre la domanda cresce per via di deglobalizzazione, digitalizzazione e decarbonizzazione, stimolando sia nuove opere che ammodernamenti”.

 

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Redazione

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