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UBS: dividendi e buyback non bastano, azioni scendono dopo la trimestrale

UBS: dividendi e buyback non bastano, le azioni scendono dopo la trimestrale

Le azioni UBS scendono di circa tre punti percentuali alla Borsa di Zurigo quest’oggi, dopo la presentazione da parte della banca dei conti relativi al quarto trimestre e all’intero 2023. Gli investitori non hanno gradito la seconda perdita trimestrale consecutiva post-fusione con Credit Suisse, nonostante i risultati siano stati migliori delle aspettative e l’istituto elvetico abbia riproposto riacquisti di azioni proprie oltre all’aumento dei dividendi.

L’amministratore delegato di UBS, Sergio Ermotti, ha affermato che il 2023 è stato un anno determinante nella storia di UBS per via dell’acquisizione di Credit Suisse. “Grazie agli sforzi eccezionali di tutti i nostri colleghi, abbiamo stabilizzato il franchising e fatto enormi progressi nell’integrazione. Inoltre, i clienti ci hanno affidato 77 miliardi di dollari di nuove attività nette dall’acquisizione e si sono affidati alla nostra consulenza in un contesto geopolitico e macroeconomico difficile”, ha detto.

Guardando al futuro, l’amministratore delegato ha riferito che la banca si concentrerà “sulla ristrutturazione e ottimizzazione delle attività combinate” per guidare una crescita sostenibile a lungo termine e ritorni sul capitale superiori. “Entro la fine del 2026 forniremo un valore significativo a tutti i nostri stakeholder e rimarremo un partner economico affidabile”, ha aggiunto precisando che l’azienda ha intenzione di tagliare 13 miliardi di dollari di costi per quell’anno. UBS ha inoltre dichiarato di voler aumentare il volume degli asset della sua attività chiave – la gestione patrimoniale – a oltre 5.000 miliardi di dollari entro il 2028 e completare la fusione legale con Credit Suisse entro la fine di giugno.

 

UBS: i numeri della trimestrale

Nel quarto trimestre del 2023 UBS ha riportato ricavi complessivi per 10,86 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 8,03 miliardi di dollari dello stesso periodo del 2022 e appena sotto gli 11 miliardi attesi dal consensus. Nel dettaglio, le entrate provengono da:

 

  • Global Wealth Management per 5,44 miliardi di dollari;
  • Personal & Corporate Banking per 2,43 miliardi di dollari;
  • Asset Management per 805 milioni di dollari;
  • Investment Bank per 2,14 miliardi di dollari;
  • Non-core and Legacy per 162 milioni di dollari;
  • Group Items per -126 milioni di dollari.

 

Il risultato finale del trimestre a dicembre è stato di una perdita netta di 279 milioni di dollari, che si aggiunge a quella di 715 milioni di dollari del terzo trimestre (che ha tenuto conto di 2 miliardi di dollari di spese relative all’integrazione di Credit Suisse). Gli analisti si aspettavano un passivo superiore, ovvero di 372 milioni di dollari. Il coefficiente patrimoniale CET1, misura della liquidità delle banche, si è attestato al 14,5%, rispetto al 14,4% del trimestre precedente.

Con riferimento all’intero anno, UBS ha conseguito ricavi complessivi per 40,83 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 34,56 miliardi di dollari del 2022; mentre l’utile netto è risultato di 23,03 miliardi di dollari, che si confronta con un attivo di 7,66 miliardi di dollari dell’anno precedente.

 

Dividendi e buyback

Il gigante bancario svizzero ha annunciato che ricomincerà i riacquisti di azioni proprie per un valore fino a 1 miliardo di dollari nella seconda metà del 2024. Il consiglio di amministrazione proporrà agli azionisti un dividendo di 0,70 dollari per azione con riferimento al 2023, in aumento del 27% su base annua e con un rendimento del 2,4% rispetto all’ultimo prezzo di chiusura del titolo a Zurigo a 25,70 franchi (29,50 dollari). Se sarà approvata dall’assemblea annuale degli azionisti nella riunione del 24 aprile 2024, la cedola sarà distribuita il 30 aprile, con data di pagamento il 3 maggio per gli azionisti registrati al 2 maggio.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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