Unicredit: a mercato piace piano industriale al 2024 e titolo vola in Borsa
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Unicredit: a mercato piace piano industriale al 2024 e titolo vola in Borsa

Unicredit: a mercato piace piano industriale al 2024 e titolo vola in Borsa

Unicredit ha presentato il nuovo piano industriale 2022-2024. Conti in crescita, digitalizzazione e remunerazione agli azionisti sono i punti principali del piano presentato giovedì scorso al mercato. Molto positiva la reazione della Borsa, vediamo cosa fare con le azioni della banca guidata da Orcel

 

 

“Questo piano non si limita al breve termine, ma ci prepara anche al successo e alla stabilità nel lungo periodo, oltre il 2024″ ha sottolineato il Ceo Andrea Orcel. “Sono orgoglioso di guidare UniCredit attraverso la prossima fase di crescita e creazione di valore per tutti i nostri stakeholder e so che vinceremo, nel modo giusto, insieme”, aggiunge.

Piano industriale Unicredit: cosa prevede per dividendi e buyback

Nel piano industriale Unicredit spicca un trend in crescita per i principali indicatori finanziari: oltre 17 miliardi di euro di ricavi al 2024 contro i 16 del 2021, un utile netto pari a 4,5 miliardi di euro a fronte dei 3,3 attesi nel 2021. E un rapporto tra costi e ricavi in discesa dal 56% attuale al 50%. Per l’esercizio 2021 è prevista la distribuzione di 3,7 miliardi ai soci, con il 30% di payout e un buyback azionario (riacquisto di azioni proprie). “Da lì in avanti questa distribuzione di capitale dovrà aumentare per raggiungere o superare i 16 miliardi in arco piano” ha sottolineato Orcel nel corso del media briefing di presentazione del nuovo piano. Il payout, ovvero la quota degli utili annuali distribuiti agli azionisti salirà dunque dal 30% del 2021 ad almeno il 35% nel 2022. Aggiungendo che “questa distribuzione non tocca il nostro eccesso di capitale, che l’istituto si attende resti tra i 100 e i 150 punti base al di sopra di un livello di Cet1 al 12,5%. Un’eventuale distribuzione del capitale in eccesso non è quindi considerata nei 16 miliardi”.

Verso 3.600 assunzioni. La digitalizzazione è al centro della strategia di Unicredit e l’obiettivo principale è diventare una vera banca digitale. Il gruppo finanzierà questa trasformazione con un aumento della spesa complessiva, 2,8 miliardi totali nel periodo 2022-2024, con chiare priorità strategiche. In programma ci sono 2.100 assunzioni nette nel Digital & Data, per un totale di 3.600 nuove assunzioni nette, incluse le 1.500 nel business.

“Stiamo investendo nel settore del digitale e dei dati e nel nostro business, riportando i clienti al centro, definendo un nuovo modo di lavorare per i nostri dipendenti e perseguendo un modello a basso assorbimento di capitale con la sostenibilità integrata a tutti i livelli. Con questa strategia otterremo rendimenti significativamente più elevati e in progressiva crescita per i nostri azionisti, facendo crescere il nostro business e mantenendo una solida posizione di capitale”, ha concluso.

I broker ritengono che gli obiettivi siano sostenibili. In sintesi, i punti salienti che hanno colpito gli esperti sono: obiettivo sui ricavi contenuto, ma profittabilità molto più alta di quella attuale grazie a un costo del rischio basso dovuto a tagli nei costi e ad un peso in crescita del risparmio gestito che non incide sulle Rwa, gli asset ponderati per il rischio. E una remunerazione agli azionisti via cedola e buyback ben superiore alle attese del mercato. Per Goldman Sachs la notizia importante è che il management si sia impegnato a “restituire sostanzialmente tutto il capitale generato in maniera organica”, confermando il rating buy su Unicredit. Per Exane non bisogna dimenticare l’obiettivo di una redditività (Rote) del 10% che si confronta con un consenso del 6%, il che implica “miglioramenti concreti sul fronte dell’utile”.

Per Citi, il gruppo ha aumentato il rendimento del capitale “ben al di sopra delle aspettative di mercato (almeno 16 miliardi di euro, pari al 60% della capitalizzazione) e “l’utile netto sembra ampiamente realistico, del 5% circa in più rispetto alle nostre stime, ma del 15% circa in più rispetto al consenso”. Infine, Deutsche Bank (rating buy, prezzo obiettivo a 15 euro) ritiene che gli obiettivi per il 2024 sosterranno una rivalutazione del titolo per due ragioni. La prima per un mix migliore (costi significativamente inferiori), mentre la seconda per una politica di remunerazione “significativamente più generosa, già a partire dal 2022, che dovrebbe tradursi in un rendimento di oltre il 10%, anche se il cash-payout ratio si conferma sostanzialmente all’attuale livello del 30% (35% solo dal 2023)”.

 

Azioni Unicredit: prese di beneficio dopo il recente movimento esplosivo al rialzo

Il titolo Unicredit sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-0,64%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 12,736, per poi chiudere non distante a quota 12,792. Si è trattato, comunque, di una fisiologica presa di beneficio dopo il recente movimento esplosivo al rialzo generato dal buon accoglimento del nuovo piano industriale. Dal suo annuncio, infatti, il titolo sta ancora guadagnando il 10,75% e ci sono buone probabilità che il trend possa mantenersi tale, dato che l’impostazione rialzista è rimasta intatta.

L’impostazione grafica vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti da poco. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 69. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 13,118 con target nell’intorno dei 13,380 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 12,736 con obiettivo molto vicino al livello 12,500.

 


L’andamento di breve termine del titolo Unicredit

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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