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Unicredit: azioni proprie al 7,81% del capitale, cosa fare con l’azione?

La sede di Unicredit a Milano, in piazza Gae Aulenti

Unicredit ha annunciato di aver acquistato, dal 28 agosto al 1 settembre 2023, altre 4.407.800 azioni proprie al prezzo medio ponderato di 22,4855 euro, nell’ambito della seconda tranche del piano di buyback lanciata il 30 giugno di quest’anno, arrivando a un totale di  26.483.655 azioni, pari all’1,36% del capitale sociale per un controvalore complessivo pari a 588.971.763,69 euro.

Considerando anche gli acquisti effettuati nel corso della prima tranche del programma, conclusasi in data 29 giugno 2023, Unicredit ha acquistato, in attuazione dell’autorizzazione conferita dall’Assemblea degli azionisti della società tenutasi in data 31 marzo 2023, complessive 151.519.828 azioni proprie pari al 7,81% del capitale sociale.

 

Azioni Unicredit, le quotazioni si appoggiano sul supporto in area 21

Le azioni Unicredit sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-4,56%). Dopo un’apertura in gap down (rimasto aperto nell’intraday a quota 22,015), infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 20,935, per poi chiudere sul finale non distante a 11,030 euro.

L’azione corre ininterrottamente al rialzo dall’inizio dell’anno (+58%) e, se si esclude lo storno verificatosi nella prima quindicina di marzo, non vi sono mai stati ritracciamenti degni di nota. Per cui è assolutamente fisiologico che il titolo possa attraversare anche qualche fase ribassista come quella attuale. Se si congiunge il massimo del 26 luglio (23,295) con quello recente del 30 agosto (22,875 ) è addirittura possibile tracciare una trendline discendente che comunque rimane non particolarmente inclinata.

Certo è che le ultime cinque giornate consecutive al ribasso suonano come un campanello di allarme nei confronti di una struttura grafica che potrebbe cambiare definitivamente, peggiorando la situazione. Il forte ribasso di ieri, infatti, si è arrestato in area 21, ossia proprio sul supporto rappresentato dal minimo dell’8 agosto. Bisognerà quindi monitorare con attenzione l’andamento delle prossime sedute, visto il momento cruciale, cercando di capire se l’azione avrà la forza di rimbalzare oppure violerà al ribasso il già citato supporto (più probabile). In entrambi i casi, un’ottima occasione di trading.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 21,350 con target nell’intorno dei 22,305 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20,935 con obiettivo molto vicino al livello 20. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti martedì scorso. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 38.


L’andamento di breve termine del titolo UNICREDIT

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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