Unicredit: dati del primo trimestre riporteranno fiducia sul titolo?

Unicredit: dati del primo trimestre riporteranno fiducia sul titolo?

Unicredit: dati del primo trimestre riporteranno fiducia sul titolo?

In una giornata che vede i mercati azionari rimbalzare, a Milano nella prima parte della giornata si è messo in luce il titolo Unicredit. Le azioni della banca di Piazza Gae Aulenti sfruttano i dati del primo trimestre comunicati prima dell’apertura dei mercati. Nello specifico l’istituto bancario guidato da Andrea Orcel, ha chiuso il primo trimestre dell’anno in corso con un utile netto di 247 milioni di euro, in calo del 72,2% rispetto allo stesso periodo del 2021, ma sul cui risultato pesano svalutazioni prudenziali su crediti per quasi 1,3 miliardi di euro quasi interamente verso la Russia.

I ricavi complessivi si portano dai 4,635 miliardi di euro registrati nel primo trimestre dell’anno passato agli attuali 5 miliardi di euro, superando le attese degli analisti che erano poste a 4,4 miliardi di euro. In miglioramento risultano sia il margine di interesse, che si attesta a 2,3 miliardi di euro, che le commissioni a 1,8 miliardi di euro. I costi operativi sono in diminuzione del 2,6% a 2,3 miliardi di euro per un rapporto cost/income sceso al 46,7%.

Per quanto riguarda la presenza in Russia l’esposizione verso il Paese è stata ridotta di 2 miliardi di euro e nello scenario peggiore la perdita massima è pari ora a 5,2 miliardi di euro con un impatto di 128 pb sul coefficiente Cet1. La società infine, confermando per l’anno in corso la propria guidance finanziaria, ha confermato il riacquisto di azioni proprie per 1,6 miliardi di euro.

 

Azioni Unicredit: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come sta reagendo il titolo dopo questi numeri. Il rimbalzo odierno, che nell’intra ha spinto il titolo Unicredit fin oltre la soglia dei 9 euro, non modifica il trend che rimane sempre impostato al ribasso. Nel breve per dar seguito al momento odierno le quotazioni dovrebbero confermarsi oltre i livelli appena citati, sopra i quali si potrebbero avere ulteriori allunghi in direzione dei 9,60 euro e successivamente 10 euro.

Per avere però un vero segnale di forza, l’azione dovrebbe portarsi oltre i massimi degli ultimi 2 mesi situati sui 10,45-10,50 euro aprendo in questo modo la strada a target più ambiziosi. Al contrario una conferma dei prezzi sotto i 9 euro potrebbe riportare il titolo in direzione dei minimi di ieri posti sugli 8,35 euro, sotto i quali aumenterebbero le possibilità per rivedere le quotazioni sui minimi degli ultimi 14 mesi situati in area 7,70 euro.

 

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