Unicredit: operatività con ok al dividendo ed esposizione in Russia
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Unicredit: operatività con ok al dividendo ed esposizione in Russia

Unicredit: l'operatività con ok al dividendo ed esposizione in Russia

Dopo settimane caratterizzate da forti vendite arriva il rimbalzo per il titolo Unicredit che sfrutta le news arrivate nelle ultime ore. Infatti per cercare di spazzare le molte incertezze presenti sulla sua esposizione in Russia, la società si è rivolta agli investitori cercando di fare un pò di chiarezza.

Presente in Russia con la controllata Unicredit Bank Russia, che rappresenta il 14esimo gruppo creditizio del paese con una quota di mercato di poco superiore all’1% e che ricava dal mercato russo intorno al 3% dei suoi incassi complessivi, ha alla fine dello scorso anno una posizione creditoria autofinanziata di 7,8 miliardi di euro. Inoltre le attività ponderate per il rischio si attestano a 9,4 miliardi di euro e il patrimonio netto a 2,5 miliardi di euro. Al netto delle coperture sui cambi l’esposizione diretta a Unicredit Bank Russia si riduce a circa 1,9 miliardi di euro.

Al riguardo l’esposizione, per lo più in euro e dollari, è verso le principali multinazionali russe e solo il 5% di quest’ultime sono colpite dalle sanzioni. Nello scenario peggiore in cui tutta l’intera esposizione non possa essere recuperata e quindi azzerata, l’impatto sul CET1 ratio di UniCredit a fine 2021 (15,03%, che sconta il dividendo maturato nel 2021 per 1,2 miliardi di euro) sarebbe di circa 200 punti base e la solida posizione di capitale  consentirebbe all’istituto italiano di assorbire l’impatto senza scendere al di sotto del 13%. A proposito di dividendo la società lo ha confermato accompagnato dal riacquisto di azioni fino a 2,58 miliardi di euro. Vediamo ora cosa ci suggerisce il grafico del titolo.

 

 

Azioni Unicredit: analisi tecnica e strategie operative

Il recupero partito dai minimi di lunedì, quando il titolo ha cercato di avvicinare i minimi del 2021 in area 7,40 euro, e che sta continuano nella seduta odierna con i prezzi che testano la soglia dei 10 euro, non cambia al momento quel trend discendente innescatosi dai massimi di gennaio 2022 posizionati nei pressi dei 15,80-15,90 euro.

Il movimento di queste ultime giornate, che cataloghiamo come un normale rimbalzo tecnico, potrebbe proseguire anche nelle prossime sedute spingendosi in direzione dei 10,40 euro e a seguire 11 euro. Per inviare però un segnale di forza i prezzi dovrebbero riportarsi oltre la trendline rialzista, quella che parte dai minimi di ottobre 2020 e che transita nei pressi degli 11,40-11,50 euro; oltre questi livelli, dove troviamo anche la media mobile di lungo periodo, si avrebbe un rafforzamento della struttura grafica con allunghi verso la soglia dei 12 euro.

Al contrario la mancata tenuta dei 10 euro aprirebbe le porte ad una rinnovata debolezza con primi target i 9,40-9,50 euro e a seguire l’area dei 9 euro. Sotto quest’ultimi livelli aumenterebbero le possibilità per un ritorno del titolo sui minimi di periodo.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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