UniCredit sotto i riflettori con possibile M&A e risultati 2021 oltre le attese
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UniCredit sotto i riflettori con possibile M&A e risultati 2021 oltre le attese

UniCredit sotto i riflettori con possibile M&A e risultati 2021 oltre le attese

Il settore bancario da diversi mesi sta attirando l’attenzione degli investitori internazionali. Diversi i motivi che ne sostengono le quotazioni, dall’aumento dei tassi di interesse che dovrebbe contribuire a risollevare i margini degli istituti di credito al processo di M&A che nello specifico potrebbe interessare le banche italiane. Ecco il punto di Vontobel proposto nella sua newsletter settimanale Idea d’investimento (Clicca QUI per iscriverti).

 

Da qualche mese il settore bancario è sotto i riflettori. In linea generale, il motivo principale che sta sostenendo il comparto a livello globale è relativo alle prospettive di rialzo dei tassi da parte di Fed e BCE. Guardando all’Eurozona, un’analisi di S&P Global Ratings evidenzia come un aumento dei tassi di 100 punti base porterebbe un aumento di 18-26 miliardi di euro del reddito da interessi annuo del comparto bancario. In termini percentuali, si parla di incrementi nella forchetta compresa tra il 7%-10%. Sebbene questo fattore non possa essere considerato come la soluzione di redditività per gli istituti di credito, è sicuramente un elemento positivo in un contesto in cui durante la pandemia gli assetti delle banche si sono dimostrati solidi.

Gli effetti del Covid-19 non sono stati così disastrosi come si pensava, con i grandi accantonamenti per le perdite su crediti che sono serviti in piccola parte. Facendo un focus ulteriore e guardando all’Italia, gli esperti di Scope Ratings sottolineano come nel 2021 i rendimenti sul capitale degli istituti di credito abbiano raggiunto i livelli più alti degli ultimi anni, in alcuni casi oltre il 10%. Inoltre, gli analisti mettono in luce anche che non si sono verificati gli effetti negativi della revoca delle misure di sostegno.

Un altro elemento che potrebbe rafforzare il settore bancario italiano è quello relativo alle operazioni di M&A. In tal senso, la protagonista potrebbe essere UniCredit. Nelle scorse settimane infatti, diversi rumors vedevano l’istituto guidato da Andrea Orcel come possibile acquirente di Banco BPM. Se un’operazione del genere dovesse avere luogo, gli analisti ritengono che verrebbe creato il secondo gruppo bancario italiano, con un rendimento del 13,4%, con possibili dividendi da 2,2 miliardi di euro e con buyback per 3 miliardi di euro al 2024.

Per gli azionisti il premio di acquisizione e le sinergie equivalenti potrebbero essere pari al 30%, con costi di integrazione di 2 miliardi di euro. Il possibile progetto attualmente sarebbe comunque in stand-by e, sempre stando ai rumors, l’operazione prevedeva un acquisto “carta contro carta” con un prezzo di 4,5 euro per le azioni di Banco BPM. Intanto, nel 2021 UniCredit ha registrato ricavi a 18 miliardi di euro e utile netto sottostante a 3,9 miliardi di euro, tre volte al di sopra rispetto a quello del 2020.

 

Azioni Unicredit: cosa dice l’analisi tecnica

Da un punto di vista grafico, le azioni UniCredit si trovano all’interno di una tendenza rialzista particolarmente sostenuta, con i corsi che sono riusciti a superare l’importante ostacolo a 14,35 euro, lasciato in eredità dai massimi del 27 settembre 2018. Per la prosecuzione degli acquisti, le quotazioni dovrebbero riuscire a superare la successiva resistenza a 16 euro, che nelle scorse sedute ha già respinto un tentativo di rottura da parte dei compratori. Se ciò dovesse accadere, il successivo target degli acquirenti sarebbe identificabile nei pressi dei 18 euro. Al contrario, un’indicazione negativa nel breve periodo arriverebbe con una discesa sotto i 14 euro prima e dei 13,36 euro in un secondo momento. Se ciò dovesse accadere, si potrebbe osservare un ritorno verso i 12 euro.

 

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