Le azioni Unicredit scendono in apertura di contrattazioni alla Borsa di Milano, nonostante la banca milanese abbia presentato una trimestrale superiore alle attese e confermato la guidance. Gli investitori probabilmente stanno scontando lo stallo della società sul fronte delle acquisizioni, dopo le operazioni fallite su Banco Bpm e, per ora, su Commerzbank. In questo articolo:
- Unicredit: i dati della trimestrale
- Unicredit: guidance, dividendi e buyback
- Il risiko bancario
Unicredit: i dati della trimestrale
Nel terzo trimestre 2025 Unicredit ha realizzato ricavi complessivi per 6,15 miliardi di euro, più o meno in linea con le aspettative degli analisti, registrando una crescita dello 0,3% su base annua. Il risultato è stato determinato dalle commissioni, salite del 3,2% anno su anno a 2,04 miliardi di euro e dal balzo dei dividendi sulle partecipate del 64,2% a 248 milioni di euro. In aumento del 3,6% a 432 milioni di euro i proventi derivanti delle negoziazioni. Questi numeri hanno compensato un calo del 5,4% a 3,37 miliardi di euro dei ricavi da interessi netti. La contrazione è da attribuire essenzialmente al taglio dei tassi di interesse della Banca centrale europea.
Unicredit ha conseguito un utile netto di 2,63 miliardi di euro, oltre le stime del consensus di 2,39 miliardi di euro. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso i guadagni sono risultati in progresso del 4,8%. La banca ha motivato la performance con l’aumento dei dividendi da investimenti strategici, i costi inferiori alle attese e i minori accantonamenti per crediti inesigibili. Il Cet1 ratio si è attestato al 14,8% grazie a una solida generazione organica di capitale.
Unicredit: guidance, dividendi e buyback
Sulla base degli ottimi risultati ottenuti dalla trimestrale, il gruppo di piazza Gae Aulenti ha confermato la guidance per il 2025, con l’utile netto previsto a 10,5 miliardi di euro. Nel medio periodo, nulla cambia in merito alle stime dei profitti 2027 che dovrebbero attestarsi a 11 miliardi di dollari, al Rote (return on tangible equity) superiore al 20%, e a una crescita a doppia cifra di Eps (earning per share) e Dps (dividend per share) 2024-2027.
Il Consiglio di amministrazione di Unicredit ha deliberato la conferma delle remunerazioni agli azionisti nel 2025 per un valore complessivo di 9,5 miliardi di euro, dei quali almeno 4,75 miliardi sotto forma di dividendi in contanti. Entro la fine di ottobre inizierà la tranche residua di riacquisto di azioni proprie a valere sul 2024. Inoltre, sui risultati del 2025, l’azienda di credito distribuirà un acconto sul dividendo per 2,2 miliardi di dollari, equivalente a 1,4282 euro per azione. Lo stacco della cedola avverrà il 24 novembre 2025 e il pagamento il 26 novembre.
“Siamo sulla buona strada per portare a termine il nostro migliore anno di sempre”, ha affermato l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel. “Con l’accelerazione della nostra strategia e con l’impiego del capitale in eccesso per creare valore, abbiamo migliorato la nostra traiettoria di leader nel settore per utili e distribuzione agli azionisti. Questi risultati riflettono la disciplina nell’attuazione della nostra strategia e ho fiducia nel fatto che continueremo a costruire valore sostenibile per tutti gli stakeholder”.
Il risiko bancario
Un tema particolarmente caldo per il secondo istituto di credito italiano è il risiko bancario. Gli sforzi per acquisire Banco Bpm in Italia e Commerzbank in Germania si sono scontrati con la dura opposizione dei governi; pertanto, la banca è stata costretta a concentrarsi sulle attività esistenti. Le operazioni degli ultimi anni hanno portato ad acquisire grandi partecipazioni in Commerzbank e nell’istituto greco Alpha Bank. In Grecia, Orcel è stato favorito da un governo più disponibile. Per la banca tedesca, Unicredit si è data tempo fino al 2027 per decidere se lanciare o meno un’opa ostile.
Recentemente sono inoltre filtrate indiscrezioni su un potenziale interesse di Unicredit per Bper, dopo il fallimento dell’assalto al Banco Bpm. Orcel potrebbe essere attratto dal comparto assicurativo, visto il legame strategico tra la banca emiliana e Unipol. Nel 2019 Bper ha acquisito il 100% di Unipol Banca, che è stata poi fusa in Bper. Nel contempo, Unipol è diventata un importante azionista della stessa Bper. Le due società hanno anche una partnership commerciale relativa ai servizi di noleggio a lungo termine per i clienti Bper tramite UnipolRental. Se dovesse entrare nel polo Bper-Unipol, Unicredit si rafforzerebbe sia nel retail banking sia nel ramo delle assicurazioni, che Orcel considera uno dei pilastri del nuovo piano industriale.








