Unicredit: trimestrale record, le azioni corrono a Piazza Affari

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Unicredit ha messo a segno un altro trimestre sfavillante, risultato essere il tredicesimo consecutivo di crescita dei profitti e il migliore di sempre. Il core business della seconda banca italiana è cresciuto nonostante il calo dei tassi di interesse sul mercato, mentre le entrate derivanti dalle partecipazioni azionarie sono più che triplicate in un anno, a conferma della redditività della politica di investimento del capitale.

Nel frattempo, Unicredit ha ricevuto il via libera dall’Assemblea degli azionisti per l’assalto a Commerzbank. L’offerta da 35 miliardi di euro servirà a portare la partecipazione oltre la soglia chiave del 30%, al di sopra della quale scatta l’obbligo di offerta pubblica di acquisto secondo la legge tedesca. L’obiettivo di Unicredit è scardinare le resistenze del governo tedesco, che detiene ancora una partecipazione del 12% in Commerzbank, acquistando direttamente le azioni sul mercato aperto.

 

In questo articolo:

 

  • Unicredit: i numeri della trimestrale
  • Migliora anche la guidance
  • Azioni Unicredit: sono da comprare?

 

Unicredit: i numeri della trimestrale

Unicredit ha riportato ricavi pari a 6,87 miliardi di euro nel primo trimestre 2026, segnando un rialzo del 4,9% rispetto ai 6,56 miliardi di euro registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Quasi la metà delle entrate deriva dal margine di interesse, pari a 3,59 miliardi di euro, sebbene in calo del 2% su base annua. Le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno registrato una crescita del 7,8%, raggiungendo 2,51 miliardi di euro. I proventi da negoziazione sono ammontati a 476 milioni di euro, in aumento del 2,3% anno su anno. La crescita più significativa si è registrata nei dividendi ottenuti dalle società partecipate, passati in un anno da 129 a 408 milioni di euro.

La banca ha inoltre realizzato un balzo dell’8,1% del margine operativo lordo, che ha raggiunto quota 4,58 miliardi di euro. L’utile netto si è attestato a 3,22 miliardi di euro, in progresso del 16,1% rispetto ai 2,77 miliardi di euro registrati nei primi tre mesi del 2025.

Per quanto riguarda gli indici patrimoniali e finanziari di Unicredit, il Cet1 Ratio si è attestato al 14,2%, mentre il RoTE, che misura la redditività del capitale tangibile, è risultato pari al 25,8%. L’istituto ha inoltre ridotto i crediti deteriorati dell’1,3% su base trimestrale, portandoli a 11,92 miliardi di euro.

“Questi risultati riflettono un’esecuzione disciplinata su tutte le leve — crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale — dimostrando come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti lungo tutto il ciclo macroeconomico, continuando al contempo a investire per il proprio futuro”, ha commentato l’amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel. “Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico diventa più incerto e complesso”, ha proseguito il top manager, “la nostra cultura vincente, che unisce le nostre persone, la continua trasformazione del gruppo e i nostri punti di forza unici, ci prepara al meglio per affrontare il futuro in un’ampia varietà di scenari”.

 

Migliora anche la guidance

L’ottima performance trimestrale ha rafforzato la fiducia dell’azienda per l’intero anno, elemento particolarmente importante in un contesto macroeconomico incerto. Unicredit ritiene di poter mantenere gli utili su livelli elevati e confida nella propria capacità di raggiungere gli obiettivi nelle diverse condizioni di mercato. Il gruppo ha quindi aumentato la previsione sull’utile netto 2026, portandola ad almeno 11 miliardi di euro. In precedenza, tale cifra era considerata il limite massimo della guidance.

“Mentre l’attenzione degli investitori continua a concentrarsi sulle operazioni di fusioni e acquisizioni, Unicredit continua a garantire una forte redditività e una solida distribuzione del capitale”, ha dichiarato JPMorgan in una nota.

 

Azioni Unicredit: sono da comprare?

Gli investitori hanno reagito positivamente alla diffusione dei dati trimestrali, acquistando le azioni alla Borsa di Milano. Al momento della stesura di questo articolo, il titolo Unicredit registra un rialzo del 3,59%, a 66,36 euro. Dal picco dell’8 febbraio, pari a 79,79 euro, la banca ha perso quasi il 17% della propria capitalizzazione, complice l’aumento delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Iran, che hanno alimentato i timori di una crisi dell’economia globale.

Nonostante il calo, tuttavia, il titolo appare ancora sopravvalutato rispetto al fair value calcolato da Forecaster.biz. Tale valore, basato su quattro parametri — Discounted Cash Flow, Peter Lynch Indicator, Economic Value Added ed EV/Sales — è attualmente pari a 53,68 euro, ossia inferiore del 19,11% rispetto al prezzo di mercato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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