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Unilever scorpora l’unità gelati e licenzia 7.500 dipendenti, salgono le azioni

Unilever scorpora l'unità gelati e licenzia 7.500 dipendenti, salgono le azioni

Le azioni Unilever salgono di oltre il 3% oggi alla Borsa di Londra, dopo che la società ha delineato un nuovo piano di risparmio sui costi. Il programma prevede lo spin-off della sua unità di gelati che comprende marchi come Magnum, Algida e Ben & Jerry’s, oltre al taglio di 7.500 posti di lavoro. Tutto ciò rientra nella strategia dell’amministratore delegato Hein Schumacher, alla guida della società da luglio 2023. Il nuovo top manager si è prefisso l’obiettivo di guadagnare la fiducia degli investitori dopo una sottoperformance delle azioni negli ultimi anni. Per fare questo, vuole semplificare l’attività, invertendo rotta rispetto alla politica seguita dal suo predecessore Alan Jope che invece ha incrementato, in maniera ritenuta eccessiva, il numero dei marchi in portafoglio.

A ottobre Schumacher aveva dichiarato che l’azienda si sarebbe concentrata su 30 marchi chiave che rappresentano il 70% del fatturato globale. In questo contesto, non avrebbe effettuato acquisizioni importanti o trasformative, mentre avrebbe lavorato per migliorare il margine lordo. Il CEO recentemente ha altresì affermato di voler razionalizzare la forza lavoro dell’azienda.

 

Unilever: ecco come sarà lo spin-off

Lo scorporo dell’attività dei gelati dovrebbe partire subito e completarsi entro la fine del prossimo anno, ha affermato l’azienda. La sede dell’unità si trasferirà ad Amsterdam, mentre Schumacher non ha escluso la quotazione in Borsa. Dopo la scissione, Unilever conta di incrementare le vendite a una cifra media e di migliorare leggermente i margini. Unilever diventerà un’azienda “più semplice e più focalizzata”, che gestirà quattro gruppi aziendali nei settori bellezza e benessere, cura personale, assistenza domiciliare e nutrizione.

Attualmente, il business dei gelati rappresenta nel complesso il 16% delle vendite del gruppo, anche se in alcuni Paesi raggiunge fino al 40% del fatturato. Dei dieci marchi di gelato più venduti a livello mondiale, cinque sono di proprietà di Unilver. Tuttavia, la divisione è cresciuta di meno rispetto al resto del gruppo, con in particolare il marchio Ben & Jerry’s che si è anche dimostrato una spina nel fianco dell’azienda per questioni politiche.

Gli azionisti hanno accolto con favore la mossa strategica dell’amministrazione. L’investitore miliardario attivista Nelson Peltz, che possiede una quota dell’1,45% attraverso il suo fondo di investimento Trian e ha un posto nel consiglio di amministrazione della società, ha dato il pieno sostegno alle iniziative annunciate oggi da Unilever. Richard Saldagna, gestore di portafoglio di Aviva, azionista con una partecipazione dello 0,5%, ha dichiarato che “il gelato è stato un business piuttosto volatile e anche diluitivo dal punto di vista dei margini”. Quindi, “pensiamo che strategicamente la separazione abbia senso”, ha aggiunto. Anche Jack Martin, gestore di portafoglio di Oberon Investments, che possiede una piccola partecipazione in Unilever, è entusiasta della decisione aziendale. “Ottime notizie per gli azionisti per quanto riguarda la divisione gelati, poiché questa è stata un freno per l’azienda nel suo complesso per un po’ di tempo”, ha detto.

 

I licenziamenti

Il programma di risparmio sui costi prevede tagli per circa 800 milioni di euro e tra questi vi sono quelli attinenti ai posti di lavoro. A rimanere a casa sarà il 5,9% dei dipendenti, che oggi nel complesso ammontano a 128 mila unità. Saranno soprattutto gli impiegati in ufficio a perdere il posto. “Stiamo esaminando tutta l’organizzazione, quindi la nostra sede centrale, il centro aziendale, così come i punti di coordinamento dei gruppi aziendali e le unità nei Paesi”, ha detto Schumacher. Tuttavia, l’ad non ha specificato quali saranno le regioni più colpite dai tagli del personale.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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