Arrivano segnali di distensione nei rapporti Usa-Cina. Il Dipartimento del Commercio statunitense ha rinviato l’inserimento nella black list di oltre 100 aziende tecnologiche cinesi, tra cui la startup di intelligenza artificiale DeepSeek. Lo scorso anno il governo americano aveva aggiunto queste società a una “entity list”, in quanto sospettate di effettuare operazioni a supporto militare e di intelligence per la Cina, minacciando la sicurezza nazionale statunitense. Secondo alcune fonti rilanciate da Reuters, decine di società cinesi erano state identificate lo scorso anno come possibili venditrici di chip Nvidia soggetti a restrizioni a università cinesi, anche se non sono state aggiunte alla lista. Il Bureau of Industry and Security, l’agenzia del Dipartimento del Commercio che gestisce la lista, ha dichiarato in una nota che utilizza quotidianamente “molti strumenti di politica e applicazione delle norme, inclusa la Entity List, per contrastare gli attori ostili”. Attualmente, le società inserite nella black list non possono ricevere beni, software e tecnologie statunitensi, a meno che non dispongano di una licenza delle autorità, che in genere viene negata.
In questo articolo:
- Chi sono le aziende esclude dalla lista
- Usa-Cina: rapporti meno tesi, ma quali rischi?
Chi sono le aziende escluse dalla lista
Lo scorso anno DeepSeek avrebbe sostenuto operazioni militari e di intelligence cinesi, ha affermato un alto funzionario del Dipartimento di Stato americano, le cui dichiarazioni sono state riferite da Reuters. In particolare, la startup avrebbe cercato di ottenere in modo illegale chip avanzati statunitensi, vietati alla Cina, attraverso società di copertura. Inoltre, anche la startup americana rivale Anthropic ha accusato DeepSeek quest’anno di aver estratto illecitamente capacità dalla piattaforma Claude per migliorare i propri modelli. Lo stesso è avvenuto con OpenAI, che si è rivolta direttamente ai legislatori statunitensi.
Un’altra azienda nel mirino è ChangXin Memory Technologies, principale produttore cinese di chip di memoria. La società era già stata designata dal Dipartimento della Difesa durante l’amministrazione Biden come azienda militare cinese, e il Dipartimento del Commercio stava valutando il suo inserimento nella Entity List da oltre un anno.
Usa-Cina: rapporti meno tesi, ma quali rischi?
L’amministrazione Trump sta cercando di evitare un’escalation nei rapporti con la Cina in questa fase storica. Washington sta adottando restrizioni sulle esportazioni e dazi nei confronti del rivale tecnologico, mentre Pechino mantiene il controllo su terre rare fondamentali per settori strategici come difesa, chip e automotive.
Negli ultimi mesi i due Paesi sono sembrati meno ostili. Da ottobre, infatti, gli Stati Uniti non hanno più aggiunto nuove società cinesi alla Entity List: si tratta del periodo più lungo da oltre un decennio. Secondo i ben informati, dalla fine del 2025 Jeffrey Kessler, sottosegretario al Commercio per l’Industria e la Sicurezza, avrebbe cercato di evitare l’inserimento di soggetti cinesi nella lista per timore di aggravare le tensioni tra Stati Uniti e Cina.
Tuttavia, alcuni osservatori ritengono che il nuovo approccio dell’amministrazione Trump possa riflettere l’incapacità di agire o di emanare nuove regole per contrastare le minacce alla sicurezza nazionale. “Il fatto che gli Stati Uniti non abbiano inserito nuove aziende nella Entity List da ottobre dimostra che la politica commerciale sta oscurando uno strumento fondamentale per la sicurezza nazionale”, ha dichiarato Kevin Kurland, ex funzionario del Dipartimento del Commercio. Gli fa eco Philip Luck, che studia le catene di approvvigionamento globali presso il Center for Strategic and International Studies di Washington. “La Entity List è come colpire la talpa, e devi continuare a colpire le talpe”, ha detto. A suo avviso, l’assenza di nuove designazioni potrebbe consentire a tecnologie americane di raggiungere avversari che potrebbero utilizzarle contro gli Stati Uniti.









