La guerra commerciale Usa-Cina rischia di inasprirsi a pochi giorni dall’atteso incontro tra i presidenti dei due Paesi. Secondo fonti ben informate della questione, il governo statunitense potrebbe imporre una stretta sulle esportazioni di software verso la Cina, come forma di reazione alle restrizioni di Pechino sulle terre rare. La mossa arriverebbe dopo le minacce dell’inquilino della Casa Bianca, Donald Trump, di limitare le spedizioni di articoli che contengono software statunitense.
Tra l’altro, circa due settimana fa, il presidente Usa ha ventilato la possibilità di introdurre dazi del 100% sulle importazioni di merci che arrivano dalla Cina, a testimonianza del fatto che tra i due grandi rivali potrebbe essere in corso una pericolosa escalation delle tensioni commerciali.
In questo articolo:
- Usa-Cina: cosa significa un’eventuale stretta di Trump sul software
- Cosa aspettarsi dal meeting Trump-Xi
Usa-Cina: cosa significa un’eventuale stretta di Trump sul software
Non è certo che la misura venga posta in atto, hanno riferito fonti a conoscenza della questione. Si è in una fase di valutazione. All’interno del governo ci sarebbe una spaccatura tra chi vorrebbe andare avanti con il provvedimento e chi preferirebbe una linea più morbida.
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha affermato che se i controlli sulle esportazioni verranno implementati, ci sarà un “coordinamento con gli alleati del G7“. Nel frattempo, un portavoce dell’ambasciata cinese si è limitato a dire che Pechino adotterà “misure risolute per proteggere i suoi legittimi interessi se gli Stati Uniti procederanno sulla strada sbagliata”.
La mossa dell’amministrazione Trump potrebbe mettere pressione alla Cina in vista dell’incontro di fine mese tra lo stesso Trump e il leader cinese Xi Jinping. Tuttavia, rischia di favorire l’escalation tra le due più grandi superpotenze mondiali. Oltre a interrompere il commercio globale Usa-Cina sui prodotti tecnologici, potrebbe avere anche un costo per l’economia americana. “Il software è un punto di leva naturale per gli Stati Uniti”, ha affermato Emily Kilcrease, funzionario del Center for a New American Security. “Tuttavia, tali controlli sarebbero straordinariamente difficili da attuare e porterebbero un contraccolpo per l’industria statunitense”, ha aggiunto. Quest’anno gli Stati Uniti hanno già attuato restrizioni sul software, con riferimento alla progettazione dei chip, dopo che la Cina ha bloccato le spedizioni di terre rare. Tuttavia, le restrizioni sono state revocate all’inizio di luglio.
Cosa aspettarsi dal meeting Trump-Xi
Mancano pochi giorni al meeting in Corea del Sud tra Trump e Xi Jinping. Sul tavolo ci saranno situazioni spinose da dirimere, come i limiti di Pechino sulle armi nucleari e gli acquisti cinesi di petrolio russo. In particolare, questo secondo tema si ricollega alle sanzioni che gli Usa hanno imposto in queste ore alle major petrolifere Rosneft e Lukoil. Trump comunque è ottimista. “Penso che faremo un accordo”, ha dichiarato, aggiungendo che “Xi ha cambiato il suo pensiero sulla guerra in Ucraina ed è intenzionato a farla finire”. Un altro punto molto caldo attiene gli acquisti cinesi di soia, il cui calo ha messo sotto pressione gli agricoltori statunitensi. Anche in questo caso, Trump si aspetta che con il presidente cinese si arriverà a un compromesso.









