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Volumi record per gli ETF a leva su Tesla e Nvidia

Volumi record per gli ETF a leva su Tesla e Nvidia, ma occhio ai rischi

Nel mese di ottobre il mondo degli ETF negli Stati Uniti si è arricchito di nuovi prodotti a leva basati su singole big tech come Tesla e Nvidia, azioni caratterizzate da un elevato livello di volatilità. Con questi nuovi strumenti, costruiti con l’utilizzo di derivati, gli investitori possono amplificare i guadagni o le perdite.

REX Shares e Tuttle Capital Management sono i gestori che hanno lanciato in partnership gli ETF a leva – quattro nel complesso –  sul colosso delle auto elettriche e sul gigante dei chip. Due degli ETF usano una leva doppia long e altri due una leva doppia short e permettono di puntare al rialzo o al ribasso dell’azione sottostante con potenziale raddoppio dei guadagni ma anche delle perdite. I nuovi prodotti sono scambiati con marchio T-REX e hanno un’esposizione mediante contratti swap con grandi istituzioni finanziarie.

 

ETF Tesla e Nvidia: volumi record

I nuovi ETF a leva su Tesla e Nvidia sono molto movimentati, con i titoli sottostanti che risultano tra i più volatili nell’ambito delle big tech. In diverse situazioni le azioni Tesla hanno registrato variazioni di oltre il 10% in un singolo giorno, come ad esempio dopo l’ultima trimestrale deludente che ha comportato un crollo dell’azione a Wall Street. Nvidia è invece balzata del 24% a maggio, dopo la pubblicazione conti trimestrali entusiasmanti. Secondo i dati forniti da Yahoo Finance, ieri il T-REX 2x Long Tesla Daily Target ETF ha registrato un volume di scambi record. “Ogni giorno il volume aumenta e sempre più market maker si stanno muovendo verso i prodotti” ha dichiarato Matthew Tuttle, amministratore delegato dell’omonima azienda.

 

Il rischio dei fondi a leva e il monito della SEC

Gli ETF a leva presentano un rischio molto alto e gli investitori dovrebbero conoscere a fondo le caratteristiche di questi prodotti prima di investirvi. Da quando nel 2019 la Securities and Exchange Commission ha adottato una riforma per facilitare l’attivazione di nuovi ETF, i funzionari dell’autorità finanziaria hanno lanciato più volte l’allarme sui prodotti su singole azioni. Nel mese di giugno è arrivato il monito di un gruppo consultivo presso l’authority USA che ha sottolineato come gli ETF su singole azioni e gli ETF a leva non siano funzionalmente la stessa cosa rispetto agli ETF tradizionali.  La mancanza di comprensione del funzionamento e dei rischi a cui ci si espone”genera confusione negli investitori e inutili perdite di capitale”.

Ad agosto la SEC ha preso posizione affermando che “gli ETF su singole azioni, con leva finanziaria in particolare, amplificano l’effetto dei movimenti di prezzo dei sottostanti” e quindi “gli investitori che detengono questi fondi sperimenteranno una volatilità e un rischio ancora maggiori rispetto agli investitori che detengono direttamente l’azione sottostante”.

Bryan Armour, direttore della ricerca sulle strategie passive di Morningstar è d’accordo e sostiene che “molti investitori sono rimasti scottati dagli ETF a leva e short“. L’esperto ha osservato che nell’ultimo decennio questi prodotti hanno avuto un tasso di rendimento combinato negativo. “Si tratta di prodotti pericolosi con un significativo rischio di breve termine e non sono destinati a essere detenuti nel lungo periodo” ha aggiunto.

C’è però chi sostiene gli ETF a leva, considerandoli una nicchia per trader esperti che già sono informati sui rischi e quindi sono in grado di rispondere ai movimenti dei mercati e dei singoli titoli. “Penso che ci sia una naturale propensione verso il buy-and-hold a lungo termine quando si pensa alla gestione patrimoniale. Gli investitori individuali stanno assumendo un controllo sempre maggiore sulla loro vita finanziaria”, ha dichiarato Will Rhind, fondatore e amministratore delegato di GraniteShares, che all’inizio di quest’anno ha lanciato un ETF con un’esposizione lunga di 1,75 volte a Tesla.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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