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Vonovia: perdita record nel 2023, crollano le azioni in Borsa

Vonovia: perdita record nel 2023, crollano le azioni in Borsa

Le azioni del gigante immobiliare tedesco Vonovia crollano di circa sette punti percentuali alla Borsa di Francoforte nelle contrattazioni di oggi, rinnovando le preoccupazioni per il settore degli immobili in Germania. La pioggia di vendite è arrivata dopo che la società ha riportato una perdita annuale per il 2023 di 6,76 miliardi di euro, mettendo in evidenza il “significativo ribasso delle valutazioni nel corso dell’anno”. Rispetto all’anno precedente, il passivo è di oltre 10 volte superiore (669,4 milioni di euro nel 2022) e segna il peggior risultato della storia della società.

Vonovia ha un portafoglio di oltre 500 mila proprietà immobiliari e lo scorso anno ha effettuato svalutazioni per circa 10,7 miliardi di euro, con il valore complessivo che è sceso a circa 81,1 miliardi di euro. Si tratta del “peggior crollo di valutazione mai visto”, ha affermato l’amministratore delegato della società Rolf Buch. Il top manager non è molto ottimista riguardo il 2024, poiché ritiene che “il quadro generale rimarrà molto impegnativo”. Tuttavia, ha sottolineato che alcune tendenze positive vedono un inizio di miglioramento sul fronte degli investimenti. Ad esempio, il fatto che l’inflazione abbia raggiunto il livello più basso degli ultimi due anni e mezzo e che quest’anno arriverà il primo taglio dei tassi di interesse rappresenta un segnale importante. “Una volta che il mercato si sarà stabilizzato, sposteremo la nostra attenzione su un aumento degli utili”, ha affermato Buch.

 

Vonovia: cosa significano le perdite per la crisi immobiliare tedesca

Il crollo di Vonovia riporta alla luce le difficoltà che sta attraversando la Germania riguardo la sua industria immobiliare, nella morsa degli ancora alti livelli dei tassi di interesse e dell’impennata dei costi dell’energia. Per la locomotiva economica europea, il settore immobiliare è una colonna portante. Il settore, infatti, conta circa 800 mila aziende che danno lavoro a circa 3,5 milioni di persone.

Questa settimana, Henning Koch, amministratore delegato di Commerz Real, la divisione immobiliare di Commerzbank, ha detto che la Germania è nel mezzo della più grande crisi immobiliare dal 2008 e che ci saranno altre perdite oltre quelle già emerse finora. Un peggioramento della situazione potrebbe pesare enormemente su alcune banche in difficoltà, come Deutsche Pfandbriefbank, che sono molto esposte ai crediti immobiliari commerciali. Ma soprattutto potrebbe innescare una reazione a catena in grado di destabilizzare tutto il sistema finanziario.

Arnaud Girod, responsabile dell’economia e della strategia cross-asset di Kepler Cheuvreux,  prova invece a gettare acqua sul fuoco. “Un calo dal 10% al 15% dei prezzi delle case in Germania non è la fine del mondo”, ha detto. “Ma la cosa più interessante è che penso che abbiamo avuto enormi problemi di offerta in Europa in generale per le abitazioni residenziali prima dell’inizio di questo ciclo dei tassi di interesse. Quindi, ora che abbiamo avuto circa due anni di nuove costruzioni molto, molto basse, si può dire che questa carenza di alloggi peggiorerà, non migliorerà”, ha aggiunto. A suo avviso, gli immobili saranno ancora costosi e questo è “molto favorevole per aziende come Vonovia”. Di conseguenza, “è improbabile che il loro valore patrimoniale diminuisca molto da questo momento”, ha concluso.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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