Wall Street, sesto rosso di fila dopo il primo caso di coronavirus negli Usa

WALL STREET, 6° ROSSO DI FILA DOPO IL PRIMO CONTAGIO NEGLI USA

wall street

Nuovo crollo del petrolio, sotto i 47 $ al barile. I tre indici di Wall Street perdono oltre il 2% ciascuno mentre il Vix cresce del 15%. Ai minimi storici i Treasury a 10 e 30 anni

 

Più che il coronavirus, Wall Street teme l’origine sconosciuta del contagio sul primo americano in California. Nessun viaggio recente, nessun contatto con persone sospette. E così gli indici Usa scivolano giù per la sesta seduta consecutiva anche se l’hammer in grafico denota quantomeno un tentativo di recupero, seppur debole. Nell’ultimo mese e mezzo, l’Sp500 sta lasciando per strada più del 10% dai massimi stabiliti neanche un mese fa. Come per il dollaro, non è servito l’intervento del presidente americano Donald Trump, che ha garantito “rischi molto bassi per i cittadini statunitensi, mettendo il vicepresidente Mike Pence a capo della task force per rispondere all’emergenza. Persino il Vix, l’indice che misura la volatilità del mercato americano, ha registrato una nuova impennata: dopo i massimi di martedì da dicembre 2018, nella seduta odierna è volato a un record di 36,36 (+215,7%), mai così in alto da febbraio 2018.  E’ evidente che, al momento, gli investitori temono che l’epidemia diventi una pandemia, con lo spettro della recessione ancora vivo, viste le ricadute giù evidenti sull’economia cinese e, a cascata, su quella globale.  Continua anche la fuga degli investitori verso i beni rifugio. Il rendimento del titolo di Stato Usa a 10 anni continua ad aggiornare i suoi minimi storici, ora in area 1,26%. Mentre l’oro si riporta a ridosso dei 1.650 dollari l’oncia. Sul fronte aziendale, i titoli più penalizzati continuano a essere le compagnie aeree, assieme agli operatori dei casinò di Macao e le grandi banche.


Grafico S&P500 by TradingView

 

AGENDA MACRO

Nel 2019 il Pil americano ha registrato l’aumento più lento degli ultimi quattro anni. +2,3%, rispetto al +1,6% del 2016. Nel quarto trimestre dell’anno, il +2,1% è in linea con le attese. In calo gli ordini di beni durevoli ma in modo meno pesante rispetto alle stime degli analisti (-0,2% contro -1,5%. Oltre le attese le richieste per sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti: 219.000 unità contro le 214.000 del consensus.


Grafico Pil Usa quarto trimestre by TradingEconomics

 

MATERIE PRIME

Gli effetti del virus sulla domanda di petrolio continua ad avere un impatto negativo sul Wti: -4% dopo due ore di contrattazioni a Wall Street, aggiornati i minimi da gennaio 2019 sotto i 47 dollari al barile. Seconda seduta in congestione di barre per l’oro, che risale verso i 1.650 dollari l’oncia. Quarta seduta negativa per il rame con perdite decimali. Al momento il metallo rosso viene scambiato a 2,54 (-0,4%).


Grafico Petrolio Wti by TradingView

 

TASSI D’INTERESSE

Treasury a 10 anni a 1,276%: è il nuovo minimo storico, stesso traguardo raggiunto dal titolo di stato Usa a 30 anni, con 1,739%. L’1,129 del bond a 2 anni è il record negativo da novembre 2016.


Grafico Treasury 10 anni Usa by TradingView

 

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