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Wall Street: analogie e differenze con la bolla dot-com

Wall Street: analogie e differenze con la bolla dot-com

La forza di Wall Street ha galvanizzato gli investitori quest’anno, ma nel contempo ha alimentato la paura che si potesse vivere una bolla simile a quella che colpì i titoli Internet all’inizio del millennio, conosciuta come la bolla delle dot-com. L’intelligenza artificiale ha mandato in orbita le quotazioni di alcune società, come Nvidia, ma non tutte sono Nvidia, così come all’epoca la gran parte delle aziende del settore Internet non erano in grado di sostenere l’apertura di credito data dagli investitori. In altri termini, l’AI (Artificial Intelligence) potrebbe generare guadagni futuri e far crescere il business delle aziende, ma al momento sono veramente poche le società che hanno mostrato nella realtà l’impatto positivo sui conti.

Questo significa che una perdita di entusiasmo sul mercato rischia di far precipitare le valutazioni delle azioni in Borsa, esattamente come accadde circa un quarto di secolo fa. Da marzo 2000 a ottobre 2002 il Nasdaq Composite crollò di quasi l’80%, dopo aver quadruplicato il suo valore in poco più di tre anni. Nello stesso periodo, l’S&P 500 dimezzò la capitalizzazione, dopo averla raddoppiata nel triennio precedente.

 

Wall Street: perché ricordare le dot-com

Ora cosa può succedere? Per rispondere è importante tracciare le analogie e le differenze con quanto accaduto a inizio millennio. Uno dei punti in comune tra i due periodi è il percorso di alcuni titoli. Nvidia, insieme a Apple e Microsoft, costituisce un quinto della market cap dell’S&P 500, e negli ultimi cinque anni ha accresciuto il suo valore di Borsa di quasi il 4.300%. Un cammino molto simile a quello intrapreso dal produttore di apparecchiature di rete Cisco Systems più di vent’anni fa, quando in cinque anni salì al suo picco con un guadagno del 4.500%. Molti accostano Nvidia a Cisco. “Ci sono molte somiglianze”, ha detto Mike O’Rourke, chief market strategist di JonesTrading, riferendosi al clamore intorno al tema dell’intelligenza artificiale. “Quando hai una bolla nelle persone si crea un entusiasmo tale da portarle ad acquistare a qualsiasi prezzo”.

Tuttavia c’è una differenza importante tra le due aziende: le valutazioni. Nvidia viene scambiata a 40 volte gli utili attesi, mentre Cisco nel marzo 2000 aveva un price/earning di 131 volte, oltre il triplo di quello del produttore di chip (dati forniti da Datastream). Ma sono in genere le valutazioni dei titoli tecnologici che oggi sono molto diverse da allora. In questo momento le azioni tech in media sono negoziate a 31 volte i guadagni a termine, nel 2000 a 48 volte. Riferendosi al benchmark più ampio, il rapporto p/e dell’S&P 500 è attualmente di 21, al di sotto di 25 degli anni 1999 e 2000. A giudizio degli analisti di Capital Economics, il rally di oggi è figlio più che altro di solide prospettive di utili piuttosto che di valutazioni in crescita. Alla base ci sono dei fondamentali più solidi: “Il nostro scenario di base è che questa bolla tecnologica non scoppierà fino a quando la valutazione del mercato complessivo non avrà raggiunto il livello del 2000”.

Un altro aspetto che marca la differenza tra i due periodi storici è l’ottimismo degli investitori, all’epoca molto più euforici come riporta un’indagine dell’American Association of Individual Investors. Nel gennaio del 2000, il sentiment rialzista aveva toccato vette del 75%, mentre oggi si attesta al 44,5%, non eccessivamente distante dalla sua media storica del 37,5%. Chiaramente molte metriche potrebbero cambiare se le quotazioni continueranno a salire e l’economia americana manterrà la sua forza. Per ora, tuttavia, le preoccupazioni di bolla a Wall Street, per alcuni, sono essere esagerate.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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