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Wall Street: BofA, “hard landing” nella seconda metà del 2023

Wall Street: BofA, "hard landing" nella seconda metà del 2023

La settimana borsistica passata ha segnato una perdita di slancio per Wall Street. Gli investitori quest’anno sono tornati a comprare azioni in scia ai dati rassicuranti sul raffreddamento dell’inflazione e quindi alla prospettiva che finalmente la Federal Reserve potesse allentare la morsa sui tassi d’interesse. Durante la scorsa settimana sono arrivate invece notizie negative. In primo luogo l’indice dei prezzi al consumo del mese di gennaio è sceso, ma non come si aspettava il mercato. In secondo luogo, ancora più preoccupante, è sopraggiunto l’aumento inaspettato dell’indice dei prezzi alla produzione dello 0,5% su base mensile. Ciò dimostra che il carovita è ancora un osso duro da domare, avvalorando quanto in questi mesi ha ribadito a gran voce il governatore della Fed Jerome Powell.

Altre indicazioni allarmanti hanno riguardato il mercato del lavoro. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione sono scese in via del tutto inattesa a 194 mila unità da 195 mila del mese precedente. Il consensus però ne aspettava 200 mila in meno. In condizioni normali, questa sarebbe una buona notizia in quanto indice di uno stato di salute ottimale dell’occupazione del paese. In un ambiente inflazionistico tuttavia, ciò favorisce spirali pericolose per effetto del legame salari-inflazione.

A corredo di tutto ciò sono arrivate le dichiarazioni di due esponenti di spicco della Fed: Loretta Mester, presidente della Banca centrale di Cleveland, e James Bullard, governatore della Fed di St. Louis. I due hanno caldeggiato un ritorno all’aumento dei tassi d’interesse dello 0,50% nella prossima riunione dell’istituto monetario. Tutti questi fatti messi insieme hanno contribuito a mettere pressione al mercato azionario, che già aveva registrato deflussi nelle azioni Usa per un totale di 2,2 miliardi di dollari nella settimana fino al 15 febbraio, secondo i dati EPFR Global. L’indice S&P 500 ha chiuso l’ottava poco sotto la parità (-0,28%).

 

Wall Street: per BofA S&P 500 a 3.800 punti

Adesso sul mercato domina l’incertezza in quanto sembra essere svanita la convinzione degli investitori su una Fed  più accomodante mentre torna ad aumentare il rischio recessione. Una contrazione dell’economia ora appare scontata. Secondo gli strateghi di Bank of America la recessione arriverà con ritardo nel secondo semestre di quest’anno. Quindi, a giudizio della banca d’investimento, l’economia resiliente comporterà un “no landing” nella prima metà, il che si traduce in tassi d’interesse alti più a lungo. Nell’ultima fase del 2023 però l’aggressività della Fed si farà sentire e quindi si andrà profilando un “hard landing“, in un’era di turbolenze azionarie. “I recenti indicatori economici mostrano che la missione della Fed di ridurre l’inflazione è ancora lontana dall’essere compiuta”, hanno scritto gli strateghi, che ora si aspettano l’S&P 500 a 3.800 punti entro l’8 marzo: l’indice non è riuscito a sfondare la resistenza di 4.200 punti. La scorsa settimana il principale benchmark americano ha chiuso a 4.079 punti.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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