Wall Street: dividendi e buyback, ecco i settori con rendimenti più alti

Wall Street: dividendi e buyback, ecco i settori con rendimenti più alti

Wall Street: dividendi e buyback, ecco i settori con rendimenti più alti

A Wall Street dividendi e buyback sono delle metriche molto importanti per gli investitori nella valutazione delle azioni su cui impiegano il loro capitale. Ognuno ha un significato ben specifico. Il dividendo è denaro contante che entra nelle tasche degli azionisti, mentre il buyback offre un vantaggio che si percepisce più nel lungo periodo dall’annuncio del piano, attraverso il rialzo dei titoli in Borsa.

Tuttavia, tenere dividendi troppo alti e fare troppi riacquisti non è sempre un segnale positivo. A volte il messaggio che viene interpretato dal mercato in circostanze del genere è che l’azienda si trova in difficoltà e ha bisogno di rilanciare il prezzo delle azioni. Una distinzione però anche qui va fatta.

Cedole elevate si prestano maggiormente a riduzioni successive nelle fasi in cui l’azienda ha un calo produttivo e questo solitamente non è ben visto dagli investitori. La stessa cosa non succede se una società annuncia un piano di riacquisti inferiore rispetto a quanto aveva già fatto in passato, perché comunque tale pratica segue meno una logica legata ai risultati aziendali e più aspetti ciclici aziendali.

 

Dividendi e buyback: ecco i settori con rendimento maggiore a Wall Street

Un modo sicuramente interessante per valutare il rendimento delle azioni è prendere in considerazione entrambi gli aspetti: il dividendo e i riacquisti. In genere recentemente le società europee hanno preferito maggiormente i dividendi ai riacquisti, mentre quelle americane si sono orientate più verso i buyback. Nel quarto trimestre del 2021 ad esempio i riacquisti delle entità che fanno parte dell’S&P 500 sono arrivati a circa 270 miliardi di dollari, contro i 134 miliardi di dollari della distribuzione delle cedole.

Considerando gli 11 settori dell’indice negli ultimi 12 mesi fino al 28 febbraio, il settore che ha ottenuto il rendimento combinato più alto è stato quello dell’energia con il 3,96%, per effetto di un 3,22% di rendimento da dividendi e 0,74% da buyback. Al secondo posto troviamo il comparto dei beni di prima necessità con un rendimento del 3,61% e al terzo quello dei beni industriali con il 3,32%. Fanalino di coda invece è il settore dei consumi discrezionali con il 2,26%.

I maggiori rendimenti da riacquisti si sono avuti nel ramo tecnologico con il 2,03%, accompagnati scarsamente da quelli dei dividendi con lo 0,85%. Si sa del resto che le aziende tecnologiche tendono maggiormente a premiare gli azionisti attraverso la crescita delle proprie azioni e non con le cedole, che viceversa sono più appannaggio di settori maturi come quelli energetici. Infatti, in quest’ultimo comparto il rendimento da dividendi è il più alto del gruppo con il 3,22%, poco sopra a quello delle utilities, altro settore difensivo, con il 3,13%. Nel complesso comunque tutto l’indice ha reso il 3,17%, suddiviso tra l’1,35% con riferimento ai dividendi e l’1,82% ai riacquisti.

 

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