Wall Street entra in mercato orso, cosa farà la Fed? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Wall Street entra in mercato orso, cosa farà la Fed?

Wall Street entra nel mercato ribassista, ora cosa farà la Fed?
L’ultima seduta di Wall Street ha mandato un messaggio inquietante al mercato: l’indice S&P 500 è caduto di quasi il 4%, chiudendo la sessione al livello più basso da inizio 2021, ma soprattutto dal massimo di gennaio è scivolato di oltre il 20%, entrando ufficialmente in un mercato ribassista. Recentemente, ogni volta che il principale indice americano si avvicinava a questa soglia veniva puntualmente respinto, con un rimbalzo rialzista che a molti però è sembrato di breve durata. La tendenza come si è potuto vedere era un’altra e la Federal Reserve lo ha reso chiaro ancora una volta.
Questa settimana la Banca Centrale statunitense si riunirà per la decisione sui tassi d’interesse e sulle linee di politica monetaria. Alla luce dell’inflazione shock dello scorso venerdì, piombata all’8,6%, sono aumentate le attese che il costo del denaro verrà alzato di 0,75 punti percentuali, piuttosto che di 0,5. Questa sarebbe la prima volta dal 1994 che la Fed attua una mossa così spregiudicata e in totale ciò è successo solo 28 volte dagli anni ’70.
Il Governatore Jeremy Powell ha espresso recentemente il concetto che l’istituto da lui guidato è pronto a essere più aggressivo se l’inflazione non darà segnali di discesa. Wall Street stava con il fiato sospeso la scorsa settimana in attesa di qualche cenno di un carovita al picco e in procinto di invertire rotta. Invece è arrivata la doccia ghiacciata, che certifica come l’inflazione continui la sua corsa forsennata. Davanti a uno scenario del genere probabilmente la Fed non indugerà ancora molto e non è escluso che cali l’artiglieria pesante per tentare di abbattere una buona volta l’inflazione, con il rischio altissimo che ne consegue di mandare l’economia USA in recessione.

Cosa farà la Fed domani? L’opinione degli analisti

I due giorni della Fed di certo hanno infuocato il dibattito di analisti e osservatori di mercato. Il capo economista di JPMorgan, Michael Feroli, ha alzato la probabilità che la Fed stringa sui tassi dello 0,75% domani, mentre una nota recente della banca d’affari affermava che l’istituto monetario avrebbe potuto sorprendere in modo accomodante.
Anche gli economisti di Goldman Sachs non sono molto ottimisti sulle decisioni del FOMC. Anzi, prevedono che il rialzo di 75 punti base sarà effettuato non solo in questo mese, ma anche nel prossimo, il che implicherebbe un freno significativo alla crescita economica degli Stati Uniti. Gli analisti scrivono che i fattori scatenanti più probabili saranno la sorpresa dell’indice dei prezzi al consumo di maggio e anche l’aumento delle aspettative di inflazione a lungo termine nel sondaggio sui consumatori del Michigan.
Krishna Guha, Vicepresidente di Evercore, ha affermato che una mossa di tale portata non sarà digerita bene dai mercati, ancora alle prese con i crescenti timori di inflazione. Sulle paure di Wall Street, Ross Mayfield, strategist presso RW Baird, ha asserito che ancora non si è arrivati al culmine della paura, perché si crederà al picco di inflazione solo quando questo sarà effettivamente tale. Nel frattempo c’è da aspettarsi un’altra gamba ribassista, sottolinea l’esperto. Previsioni nere sono anche quelle fatte da Stephanie Aaronson, ex membro della Fed e ora alla Brookins Institution, che sostiene come la Banca Centrale non sarà in grado di fare un atterraggio morbido se l’offerta non darà una mano per abbassare i prezzi dell’energia e dei generi alimentari.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *