Wall Street: le elezioni mid-term un ostacolo per le azioni?

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L’ultima seduta della scorsa settimana a Wall Street si è chiusa senza sussulti, con l’indice S&P 500 che si è mosso poco. Ciò ha confermato la fase di lateralità del principale benchmark borsistico statunitense, che ormai dura da più di due mesi. Gli investitori sono alla ricerca di una direzione, ma le incertezze provenienti dalla guerra in Medio Oriente impediscono agli operatori di prendere una posizione netta. Oggi i futures sono in rialzo, sulla notizia che nel fine settimana gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran si sono interrotti, in attesa del riavvio della diplomazia per porre fine definitivamente al conflitto. La comunità finanziaria sta iniziando anche a rivolgere lo sguardo alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, che si terranno a novembre dell’anno in corso. Storicamente, nei mesi precedenti questo evento, Wall Street si muove lateralmente, esattamente come sta facendo da maggio.

 

In questo articolo:

 

  • Wall Street: volatilità elevata prima delle elezioni
  • E dopo il voto?

 

Wall Street: volatilità elevata prima delle elezioni

Secondo quanto riportato da Goldman Sachs, dal 1974 a oggi l’S&P 500 è rimasto mediamente invariato tra l’inizio di agosto e il giorno delle elezioni di mid-term. Questo principalmente a causa dell’incertezza legata al voto. L’amministrazione dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha perso consensi da quando il tycoon si è insediato alla Casa Bianca. Gli elettori americani hanno gradito poco sia la politica dei dazi sia la guerra iniziata in Medio Oriente contro l’Iran. Ne consegue che il sostegno del Congresso dopo le elezioni di novembre è fortemente a rischio, con i repubblicani che potrebbero perdere numerosi seggi. I mercati previsionali indicano una probabilità dell’85% che i Democratici riconquistino il controllo della Camera dei Rappresentanti, mentre per quanto riguarda il Senato permane una maggiore incertezza.

Fino ad allora, quindi, Goldman Sachs prevede che la volatilità dei mercati resterà molto elevata, con gli hedge fund e gli investitori stranieri che ridurranno il posizionamento azionario. Tra l’altro, la banca americana avverte che uno dei fattori in grado di mettere sotto pressione le azioni è l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. Ogni volta che i rendimenti decennali aumentano di oltre due deviazioni standard nell’arco di un mese, sui mercati azionari si registrano vendite, ha sottolineato la banca d’investimento.

 

E dopo il voto?

Gli investitori, però, dovrebbero guardare anche a ciò che succederà dopo le urne. Generalmente, l’S&P 500 tende a rafforzarsi, con un aumento medio del 6% nei tre mesi successivi, riporta Goldman Sachs. Ciò avviene perché l’incertezza politica viene meno e, quindi, i grandi investitori ricostituiscono le posizioni. Goldman, comunque, non prevede grandi sorprese legislative dal voto di novembre. Per questo motivo, le performance azionarie non dovrebbero subire grossi scossoni.

Gli investitori, invece, potrebbero iniziare a guardare alle elezioni presidenziali del 2028, che determineranno quale sarà la direzione politica della nuova amministrazione statunitense, ossia se sarà ancora improntata sull’approccio aggressivo tenuto finora dal presidente Trump oppure se si tornerà a una linea più morbida. Goldman Sachs ha affermato anche che Wall Street si concentrerà maggiormente su aspetti macroeconomici, come l’inflazione, e su temi attualmente molto caldi, come l’intelligenza artificiale.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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