Wall Street: per l'FMI possibile un ulteriore crollo del 20% delle azioni
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Wall Street: per l’FMI possibile un ulteriore crollo del 20% delle azioni

Wall Street: per l'FMI possibile un ulteriore crollo del 20% delle azioni

L’eventualità che le azioni a Wall Street crollino di un altro 20% è plausibile, secondo Tobias Adrian, direttore dei mercati monetari e dei capitali del Fondo Monetario Internazionale. L’alto funzionario ha risposto a un’affermazione riportata da Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan, che nei giorni scorsi ha preventivato uno scenario di questa dimensione. “La mia convinzione è che ciò a cui Jamie Dimon si riferisce è che potrebbe esserci anche un cambiamento nel sentiment. E questo, ovviamente, si ripercuoterebbe sull’attività economica. Ora, per quanto riguarda il numero del 20%, è certamente possibile. Non è la nostra linea di base, ma è qualcosa che è possibile”, ha dichiarato Tobias in un’intervista alla CNBC.

L’FMI questa settimana ha pubblicato la sua visione sull’economia nel World Economic Outlook, in cui ha previsto un rallentamento del 2,7% della crescita globale nel 2023, abbassando di 0,2 punti percentuali le previsioni che aveva fatto a luglio. In questo contesto, ha anche precisato che un terzo dell’economia globale sarebbe caduta in recessione. Questo certamente non aiuterebbe le quotazioni a Wall Street, che ormai sono incardinate in un mercato ribassista dove le prospettive sono alquanto nebulose con la politica estremamente restrittiva della Federal Reserve.

L’istituto centrale americano ha quest’anno alzato i tassi d’interesse ripetute volte portandoli al 3,25%. Nelle ultime due riunioni che rimangono prima della chiusura del 2022 con ogni probabilità effettuerà altre due strette di 75 punti base ciascuna. Poi, secondo molti, la situazione rimarrà stazionaria fino a quando l’inflazione non torna verso l’obiettivo del 2% delineato dalla Fed. Altri non escludono ulteriori escursioni verso strette più contenute, dirigendo il tasso terminale ben oltre il 5%.

 

Wall Street: crisi sistemica difficile ma possibile

Una delle principali preoccupazioni che sta investendo gli operatori di mercato è se la crescente volatilità, unita all’incertezza, possa causare una crisi sistemica come avvenuto in passato. L’FMI di base prevede che i mercati globali del credito mantengano un certo ordine e sarà difficile rivedere una situazione in stile Lehman Brothers. Tuttavia, “i rischi per la stabilità finanziaria sono molto elevati”, ha riferito Adrian, che aggiunge ” Sono solo più alti in tempi di crisi acuta, come la crisi del 2008, la crisi del Covid del 2020 o la crisi dell’euro. Quindi sì, siamo in un momento molto, molto stressato, speriamo di evitare un evento sistemico. Ma la probabilità è certamente elevata a questo punto”.

Ad ogni modo, ha osservato come, rispetto al passato, le banche siano dotate di molto più capitale e liquidità e questa potrebbe essere una barriera contro la possibilità di una crisi che contagi tutto il sistema finanziario. Bisogna però rilevare come “uno scenario avverso nei mercati emergenti vedrebbe il 30% delle attività bancarie sottocapitalizzate e le vulnerabilità nel sistema finanziario non bancario potrebbero riversarsi nel sistema bancario”, ha sottolineato Adrian.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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