Wall Street: puntare su energia e sanità con l'aumento dei tassi Fed - Borsa e Finanza

Wall Street: puntare su energia e sanità con l’aumento dei tassi Fed

Wall Street: puntare su energia e sanità con l'aumento dei tassi Fed

L’aumento dei tassi d’interesse della Fed sta impaurendo Wall Street, che adesso si chiede quali scelte di portafoglio risultino ancora valide in un ambiente quest’anno in cui la Banca Centrale si manterrà molto aggressiva. Il Governatore Jerome Powell ha escluso un rialzo del costo del denaro di 75 punti base nella prossima riunione della Federal Reserve di giugno, sebbene il mercato stia scontando questo scenario.

Il grande investitore e imprenditore Kevin O’Leary mette in dubbio che ci sia un incremento così forte, perché i mercati si trovano ancora nel ciclo di crescita, dove le preoccupazioni sono molte. L’esperto cita al riguardo la guerra Russia-Ucraina, nonché i vincoli alla catena di approvvigionamento riferiti alle materie prime. Questo a suo giudizio dovrebbe trattenere la Fed dall’effettuare mosse troppo estreme.

Qualche messaggio accomodante per la verità l’istituto monetario lo aveva lanciato nel meeting del 3-4 maggio e ciò aveva innescato una reazione euforica dei mercati. Tuttavia, nei giorni seguenti sono prevalse la paura e la prudenza, forse perché gli investitori temono che scongiurare l’eventualità di una stretta dello 0,75% apra le porte a una serie di aumenti di 50 basis point alla volta, senza modificare l’approccio aggressivo della Banca Centrale a stelle e strisce.

 

Tassi alti? Ecco come orientarsi

Quindi dove investire a Wall Street? Il venture capitalist e Presidente di O’Shares ETFs non ha dubbi: bisogna puntare sulle azioni. O’Leary ritiene che ogni investitore deve porsi la domanda se ci sarà o meno atterraggio morbido da parte della Fed. Se la risposta è sì, allora non occorre esitare a investire sull’equity, sebbene entro la fine dell’anno il mercato azionario sarà attraversato da molta volatilità. La ragione è dettata dal fatto che l’inflazione impatterà sulla liquidità e l’aumento dei tassi d’interesse sulle obbligazioni lunghe, il che significa che le alternative non possono che essere i titoli azionari.

Quali? O’Leary preferisce quelli delle società che hanno un potere di determinazione dei prezzi, per quanto la scelta non sia amplissima. In questo contesto, le azioni energetiche e sanitarie rispondono meglio, presentando i rendimenti più interessanti. L’investitore sostiene che molti sono preoccupati di quello che accadrà al prezzo del petrolio, ma con una Russia sanzionata probabilmente le quotazioni si manterranno a livelli alti come adesso.

Il modo migliore per nascondersi quindi potrebbe essere l’area delle large cap energetiche che pagano alti dividendi. Alcuni di questi titoli rendono il 7%, 8%, 9%, ha aggiunto O’Leary. Tra le aziende sanitarie, l’esperto fa riferimento a quelle biotecnologiche, che adesso sono state colpite dalla correzione ma che hanno grandi potenzialità di crescita. Egli cita Moderna e Pfizer, come società in grado di generare vendite e di distribuire utili agli azionisti.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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