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Wall Street: sentiment investitori ribassista a livelli record

Wall Street: gli investitori sono ancora molto ribassisti in questo momento

Era da tempo che il sentiment degli investitori non era così ribassista a Wall Street. Secondo un’analisi di JP Morgan sui futures che replicano i principali indici azionari americani, i gestori patrimoniali e gli hedge fund hanno negli ultimi tempi intensificato le posizioni short contro le azioni statunitensi. In base alle stime di Deutsche Bank, gli investitori hanno ridotto l’esposizione sulle azioni ai livelli più bassi degli ultimi 12 anni, mentre le posizioni rialziste sulle opzioni dei trader sono scese ai minimi da aprile 2020. Anche secondo un sondaggio della National Association of Active Investment Managers realizzato sui principali consulenti finanziari, si arriva a un risultato non molto confortante. Gli intervistati, infatti, hanno riferito che le esposizioni azionarie dell’investitore attivo medio sono tra le più ridotte dall’inizio della pandemia.

 

Wall Street: la recessione fa paura

Dietro le paure degli investitori si annidano una recessione in arrivo e un’inflazione che non dà alcun cenno di inversione dalla sua continua ascesa. Le due cose sono legate a doppio filo, perché prezzi persistentemente alti costringeranno la Federal Reserve a intervenire in maniera più aggressiva sui tassi d’interesse di quanto non abbia fatto finora. Con l’inflazione che è arrivata al 9,1% negli Stati Uniti, adesso il mercato probabilmente comincerà a scontare un aumento del costo del denaro dell’1% nella prossima riunione della Banca Centrale USA. Questo rischia di far regredire l’economia americana. L’attesa per sapere, a fine mese, i dati sul PIL relativo al secondo trimestre dell’anno è rovente, perché le previsioni sono di una crescita negativa dell’1,9%. Tecnicamente una recessione si configura quando per due trimestri consecutivi si rileva un segno negativo nella crescita, quindi il prossimo quarto sarà cruciale.

Questo stato di tensione ha fatto ricredere alcuni asset manager che avevano per lunghi tratti dell’anno mantenuto una posizione rialzista sulle azioni a Wall Street. È il caso di Martin Bergin, Presidente di Dunn Capital Management, che sostiene che è meglio in questo momento essere corti piuttosto che lunghi. “Se c’è un rimbalzo, inizieremo a comprare”, ha affermato.

E Roberto Croce, responsabile della parità di rischio presso Newton Investment Management Group, ha affermato che in questo momento è rischioso investire sulle azioni, come del resto lo è stato negli ultimi 11 anni, ma il mercato potrebbe essere pronto per un’altra discesa.

Questo eccesso di cautela potrebbe anche avere delle note positive secondo Nikolaos Panigirtzoglou di JPMorgan, che ha affermato come le intense vendite a Wall Street nella prima metà dell’anno da parte degli investitori istituzionali potrebbero rientrare nella seconda parte. Dello stesso parere è Andrew Slimmon, Amministratore Delegato e Senior portfoglio manager di Morgan Stanley Investment Management. L’esperto ha riferito di aver tagliato le posizioni di alcuni titoli difensivi che hanno fatto meglio del mercato nei primi sei mesi dell’anno e di aver acquistato quelli più maltrattati, come i costruttori di case. “Penso che la seconda metà dell’anno sarà più favorevole per il mercato, soprattutto per alcuni titoli che hanno fatto molto male”, ha detto Slimmon.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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