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Xiaomi accelera sull’auto elettrica. Basterà per arrestare il trend ribassista dell’azione?

Xiaomi accelera su auto elettrica. Basterà per arrestare il downtrend dell'azione?

Xiaomi il  produttore cinese di smartphone sarebbe in trattative con Beijing Automotive Group Co (BAIC) per collaborare alla produzione di veicoli elettrici. Secondo le indiscrezioni rilanciate da Bloomberg, tra le opzioni messe sul tavolo ci sarebbe la possibilità che Xiaomi acquisti una partecipazione nello stabilimento Hyundai n. 2 di Pechino, in modo da avere la piena licenza di produrre auto. Ricordiamo che l’azienda cinese è entrata nel settore automobilistico elettrico nel 2021 con Xiaomi Auto Co Ltd. Company.

Nel caso tutto ciò si realizzasse andrebbe sarebbero confermati gli obiettivi di Xiaomi, comunicati negli anni passati, di avere una propria macchina elettrica entro il 2024. Già nel 2021 la società aveva acquistato la startup tecnologica a guida autonoma Deepmotion, per un esborso superiore ai 77 milioni di dollari. E sempre lo scorso anno Xiaomi aveva messo in cantiere di investire una cifra vicina ai 10 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni, da usare nel settore delle auto elettriche con l’assunzione di 500 ingegneri.

 

Xiaomi: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere ora l’impostazione dell’azione quotata anche a Wall Street oltre che alla Borsa di Hong Kong. Il rimbalzo arrivato nella seduta di ieri non ha inficiato né messo in dubbio il forte downtrend presente sul titolo innescatosi dai top di fine 2020 in area 4,70-4,75 dollari. Nel breve periodo da monitorare saranno i primi sostegni situati nei pressi degli 1,38 dollari, sotto i quali aumenterebbero le possibilità di vedere le quotazioni spingersi in direzione dei minimi posti sugli 1,28 dollari. Nel caso in cui questi livelli dovessero essere rotti, andremmo incontro a un ulteriore gamba ribassista che potrebbe spingere il titolo fin verso la soglia psicologica di un dollaro.

Al contrario, segnali di leggerà positività si avrebbero con il superamento delle prime resistenze posizionate sugli 1,57 dollari. L’eventuale break di queste aree innescherebbe un rimbalzo dei corsi, che avrebbe un primo target sugli 1,70 dollari e successivamente gli 1,80-1,82 dollari. Per avere invece un vero e proprio segnale di forza, i corsi dovrebbero spingersi oltre la soglia degli 1,90 dollari.

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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