Zloty, fiorino e corona ceca: le valute dell'Est affondano con guerra
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Zloty, fiorino e corona ceca: le valute dell’Est affondano con guerra

Zloty, fiorino e corona ceca: le valute dell'Est affondano con guerra

Le valute dell’Est Europa sono in caduta libera con l’aggravarsi della situazione sul fronte della guerra Russia-Ucraina. In particolare lo zloty polacco e il fiorino ungherese sono crollati ai minimi storici, con il primo che dall’inizio della guerra ha perso oltre l’8,5% sull’euro, mentre il secondo si è indebolito quasi dell’8%. Anche la corona ceca continua a perdere terreno nei confronti della moneta unica e, da quando Mosca ha invaso l’Ucraina, è arretrata del 4% sui mercati valutari. 

Gli investitori stanno attaccando le valute più fragili, scontando un possibile peggioramento del quadro generale. Kiev continua a far pressione nei confronti dell’Europa affinché stabilisca la no fly zone, il che equivarrebbe a dichiarare di fatto la terza guerra mondiale. Contemporaneamente gli Stati Uniti stanno studiando la possibilità se mettere l’embargo sul petrolio autonomamente, piuttosto che procedere di concerto con Europa e Gran Bretagna. Il clima insomma è più che mai teso e gli operatori di mercato tendono a fuggire dagli asset a rischio.

 

Zloty, fiorino e corona: cosa faranno le Banche centrali per limitare le vendite?

La fragilità di zloty, fiorino e corona rappresentano un bel problema per le Banche centrali dei rispettivi Paesi. PKO Bank Polski SA e Bank Pekao SA hanno alzato le previsioni che la Banca di Polonia aumenti i tassi d’interesse dell’1% nella riunione di martedì 8 marzo, il doppio di quanto il mercato si attende. Piotr Matys, analista di cambio presso InTouch Capital Markets Ltd., ha dichiarato che il previsto aumento di 50 punti base al 3,25% non basterà per garantire almeno una tregua allo zloty nel breve periodo. Al riguardo i titoli di Stato polacchi sono scesi con il rendimento a 2 anni balzato di 32 punti base, perché i trader si attendono una stretta più aggressiva da parte della Banca centrale. 

L’istituto monetario ungherese dovrebbe invece aumentare ancora di più il tasso sui depositi a una settimana nella riunione del 10 marzo, secondo Matys, dopo un aumento al 5,35% della scorsa settimana. Le previsioni sui tassi sono di un incremento di 150 punti base entro un mese e di 200 entro 3 mesi. Il rendimento dei titoli ungheresi a 10 anni è saltato dello 0,56% al 6,13%. 

Quanto alla corona ceca, la Banca Centrale è intervenuta direttamente sul mercato monetario la scorsa settimana per cercare di placare le vendite della valuta e la stessa cosa potrebbe fare tra poco. Il Governatore Jiri Rusnok ha stabilito un limite di 26 euro come soglia di dolore e in questo momento il cambio EUR/CZK si trova intorno a 25,70, quindi nelle vicinanze. 

Gli analisti di UniCredit hanno affermato in una nota quanto sia molto probabile che zloty, fiorino e corona restino deboli, anche se le Banche centrali di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca adotteranno una politica monetaria più restrittiva o effettueranno interventi a mercato aperto per contenere le perdite.

 

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