Bbva mostra i muscoli a Sabadell: ancora 8 miliardi disponibili

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Bbva è al rush finale per convincere gli azionisti di Banco de Sabadell a cedere di fronte a un’acquisizione da 17 miliardi di euro. La scadenza è al 10 ottobre e il tempo stringe. La banca spagnola con sede a Bilbao aveva aumentato la sua offerta proponendo 1 nuova azione propria ogni 4,8376 azioni Sabadell, escludendo il contributo in contanti. Nei numeri, si tratta di un incremento del 10% rispetto all’offerta iniziale, nella quale c’era però una componente in cash di 0,70 euro per azione. In questo articolo:

 

  • Bbva: altri 8 miliardi di euro da investire per Sabadell
  • Un importante azionista ha ceduto
  • Bbva-Sabadell: cosa pensano gli analisti della fusione

 

Bbva: altri 8 miliardi da investire per Sabadell

In un’intervista concessa a Reuters, l’amministratore delegato di Bbva, Onur Genc, ha detto che la banca ha a disposizione altri 8 miliardi di euro per l’offerta pubblica di acquisto in contanti per Sabadell, se non ci fosse l’accettazione da parte di un numero sufficiente di azionisti. L’obiettivo base di Genc era superare la quota del 50% di adesioni all’Ope. Qualora dovesse fermarsi a una percentuale compresa tra il 30% e il 50%, avrebbe due possibilità: o lanciare un’opa in contanti per gli investitori rimanenti oppure abbandonare la partita.

Se invece Bbva dovesse arrivare al 70%, avrebbe bisogno di 11,7 miliardi di euro e gli 8 miliardi indicati da Genc non basterebbero. A quel punto dovrebbe ricorrere al finanziamento, un’ipotesi che per ora è stata esclusa dalla banca. Tutto “dipende dalle condizioni di mercato”, ha precisato il top manager. “Un’offerta obbligatoria sarà condotta allo stesso prezzo dell’offerta attuale, anche se il prezzo del valore equo sarà fissato dall’autorità di vigilanza”. Tuttavia, “non abbiamo bisogno di raccogliere capitali”, ha aggiunto. Il problema è che gli azionisti di Sabadell sono molto sparpagliati e per circa il 40% sono investitori al dettaglio.

 

Un importante azionista ha ceduto

Le possibilità di concludere l’operazione sono migliorate dopo che David Martinez, direttore e azionista di riferimento di Sabadell ha accettato di cedere la sua partecipazione del 3,86%, quantunque il Consiglio di amministrazione dell’istituto di credito abbia ribadito un concetto che aveva già espresso: l’offerta migliorata di Bbva sottovaluta ancora il valore reale della banca catalana. Nello spiegare le sue ragioni, Martinez ha detto che la decisione presa è stata oggetto di “interpretazioni errate, accuse e insinuazioni infondate”, respingendo in maniera netta qualsiasi “accordo nascosto o conflitto di interessi”.

L’imprenditore messicano ricorda che il suo investimento in Sabadell risale a oltre un decennio fa e che ha accompagnato la banca durante gli anni difficili. “La mia partecipazione in Sabadell è tutt’altro che a breve termine”, ha sottolineato, rivendicando i progressi dell’azienda di credito sotto il profilo della capitalizzazione, efficienza e redditività. Tuttavia ha dichiarato di ritenere il momento propizio per favorire il consolidamento bancario.

Con la fusione nascerebbe uno dei più grandi istituti finanziari europei, con asset per circa 1.000 miliardi di euro e una quota di mercato del 22%. Oggi Bbva da sola ha una quota di mercato dell’8%. Un’integrazione con il rivale più piccolo la renderebbe “strutturalmente più competitiva, redditizia e con un maggiore potenziale di rivalutazione”, ha detto Martinez. Alla luce di questo, ha incoraggiato gli altri azionisti a fare la propria scelta “con una consulenza professionale indipendente e senza lasciarsi trasportare da informazioni infondate, errate o incerte”.

 

Bbva-Sabadell: cosa pensano gli analisti della fusione

Gli analisti hanno fatto previsioni su come potrebbe finire l’offerta ostile di Bbva nei confronti di Sabadell. A giudizio di Citigroup, ci sarà una probabilità del 45% che l’adesione arrivi tra il 30% e il 50%. Secondo gli analisti di Jefferies, “un’offerta in contanti per il capitale rimanente sarebbe più realistica se il tasso di assorbimento si avvicinasse al 50%”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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