UniCredit ha acquistato una partecipazione azionaria di circa il 9% del capitale del colosso bancario tedesco Commerzbank. La quota è stata acquisita per il 4,49% dalla Repubblica Federale tedesca attraverso un’operazione di accelerated book building e per il resto mediante operazioni dirette sul mercato. Sulla base di quanto dichiarato dall’Agenzia finanziaria della Germania, la seconda banca italiana sborserà al governo tedesco 13,2 euro per azione per circa 53,1 milioni di unità acquistate, generando proventi per il Paese di 702 milioni di euro. Il prezzo è superiore di circa 5 punti percentuali rispetto all’ultima chiusura di 12,6 euro delle azioni Commerzbank alla Borsa di Francoforte. Oggi le quotazioni dell’istituto finanziario con sede a Francoforte sul Meno sono balzate di 16 punti percentuali dopo l’apertura delle contrattazioni. “L’offerta della banca italiana per la partecipazione è stata una offerta significativa, più di quella di tutti gli altri”, ha detto l’agenzia.
Commerzbank: cosa significa l’acquisto da parte di UniCredit
La vendita di una parte della partecipazione rientra nei piani del governo di uscire dal capitale della seconda banca tedesca. Ora lo Stato si è impegnato a un blocco di 90 giorni prima di effettuare ulteriori cessioni, per quanto in realtà si applicano delle eccezioni, ha riferito l’Agenzia finanziaria. “Questa prima vendita parziale della partecipazione del governo federale preannuncia il completamento della stabilizzazione di successo e quindi l’uscita da Commerzbank”, ha dichiarato il capo dell’Agenzia finanziaria Eva Grunwald in un comunicato. “Commerzbank ha dimostrato di essere di nuovo saldamente in piedi da sola”.
La banca è stata salvata dal governo dopo la grande crisi del 2008 e nel tempo si è rimessa in sesto grazie a un’iniezione di capitale e alla fissazione di parametri rigidi di patrimonializzazione. La vendita completa di Commerzbank rischia però di sbattere contro l’opposizione dei rappresentanti sindacali, che temono una rivisitazione del “disastro di HypoVereinsbank”, ha affermato Stefan Wittmann, un rappresentante dei lavoratori che siede nel consiglio di amministrazione di Commerzbank, riferendosi all’acquisizione di quella banca fatta da UniCredit. “Non abbiamo bisogno che gli italiani entrino e chiudano le banche tradizionali tedesche”, ha rimarcato con forza.
UniCredit: cosa significa l’acquisto della quota Commerzbank
UniCredit ora è diventata il secondo azionista di Commerzbank, con davanti solo il governo tedesco. Nel frattempo ha comunicato che presenterà alle autorità competenti, qualora si rendesse necessario, la richiesta per oltrepassare la soglia del 9,9% per cui bisogna ottenere l’autorizzazione. Quella di Commerzbank è una delle grandi acquisizioni dell’azienda di credito guidata da Andrea Orcel, forte di un tesoretto di 10 miliardi di euro da destinare a queste tipologie di operazioni. Sulla base delle norme di Basilea III, però, la cifra potrebbe assestarsi tra i 6 e i 7 miliardi di euro. Orcel ha sempre dichiarato che UniCredit è pronta a utilizzare il capitale per nuove partecipazioni, ma alle “giuste condizioni”. Intanto, lo scorso anno ha accettato di accaparrarsi una partecipazione della Grecia in Apha Bank e di acquisire l’unità rumena di Alpha, in quella che è stata la sua prima grande operazione di M&A come CEO. A luglio ha stabilito un accordo per il fornitore di servizi bancari polacco Vodeno e la banca digitale belga Aion Bank SA. Tutto questo ha dato seguito alle acquisizioni del passato fatte dai suoi predecessori, a partire dalle varie casse di risparmio per finire al grande deal con HVB (HypoVereinsbank).
Da tempo UniCredit aveva preso in considerazione l’operazione Commerzbank, sebbene finora sia stata reticente a fare il passo decisivo. Aggiungendo Commerzbank al calderone delle partecipazioni, Gae Aulenti diventerebbe una forza potente nel corporate e retail banking in Germania, a giudizio degli analisti. “Il settore bancario è sempre più un business di scala”, ha detto in una nota Hugo Cruz, analista di KBW. Entrambi gli istituti di credito “sono grandi nel corporate banking, quindi dovrebbero esserci evidenti sinergie tra le due banche se un accordo è fatto bene”. Per UniCredit inoltre c’è la possibilità di rafforzare la sua presenza nell’Est Europa, in particolare in Polonia, un mercato che conosce bene. Infatti, Commerzbank ha la quota di maggioranza dell’istituto polacco Mbank con un pacchetto del 69%. UniCredit ha comunicato che l’operazione avrà un impatto sul CET1 ratio di 15 punti base.
E i dividendi?
Gli azionisti però sono preoccupati per la politica di distribuzione dei dividendi, dal momento che la liquidità viene utilizzata per le acquisizioni. Oggi, gli azionisti sono remunerati con ricche cedole che rendono circa il 5% del prezzo delle azioni, a cui si aggiungono i buyback. La società però ha cercato di rassicurare gli stakeholders, affermando che il management rimane concentrato nel perseguire una crescita redditizia e sostenibile e di continuare a estrarre il maggior valore per gli azionisti. L’operazione “non influirà sulla politica di distribuzione esistente”, si legge nel comunicato.









