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1 centesimo raro può valere anche 3000 euro

Monete in euro

Esiste 1 centesimo raro di euro che può valerne 3.000, ma anche di più. È il destino comune a molte monete di piccolo taglio, lanciate nel 1999, in circolazione dal 2002 e destinate a sparire (pur conservando sempre valore legale) perché il conio è stato sospeso a partire dal 2018. Gli esemplari che hanno raggiunto cifre record sono soprattutto FdC, fior di conio, quindi perfettamente conservati sia nel materiale che nella lucentezza, oppure con clamorosi errori di conio.

 

1 centesimo raro di euro: quale vale di più?

Ogni euro da 1 centesimo presenta una faccia nazionale, specifica del Paese di emissione, e una faccia comune con l’immagine dell’Europa evidenziata nel globo sul rovescio, opera del medaglista Luc Luycx della Monnaie royale de Belgique. Un caso eclatante è quello del centesimo italiano con la Mole Antonelliana. Sulla moneta da 1 cent italiana figura infatti Castel del Monte, la fortezza del XIII secolo fatta costruire da Federico II nell’omonima località a 17 chilometri da Andria. Per un errore, su alcune monetine da 1 cent appare invece il simbolo architettonico della città di Torino, presente sulla moneta da 2 centesimi. Il livello di rarità è R3.

La sua valutazione si aggira tra i 2.500 e i 3.000 euro, ma nel 2013 un collezionista italiano ha comprato all’asta da Bolaffi l’ambito errore di conio al prezzo record di 6.600 euro diritti inclusi. “È un risultato che supera le nostre aspettative”, ha dichiarato l’amministratore delegato Giulio Filippo Bolaffi in una nota. Su eBay e piattaforme simili di e-commerce si trovano in vendita numerosi pezzi di questa moneta con la Mole dei 2 cent sul dritto e il valore da 1 cent con l’Europa sul verso. Le valutazioni vanno da 3.000 a 4.000 euro. In altri casi sono errori di conio come il bordo liscio, il tonfo interno deformato, la mancanza dell’anno di conio e l’incisione presente soltanto sul rovescio a contribuire alla rarità.

Queste monete rare da 1 centesimo sono vendute a cifre tra i 100 e i 250 euro. Discorso diverso per le monete con un numero basso di unità in circolazione. In tal caso, 1 cent di Cipro del 2013, sempre con la coppia di mufloni sulla faccia nazionale, è tra gli euro più rari per la tiratura limitata a 90.000 pezzi. Situazioni simili per 1 cent di Finlandia del 2018 (emesso in appena 64.500 esemplari), Francia del 2002 (tiratura 110.000), Germania del 2006 (Zecche di Amburgo, Berlino, Karlsruhe, Monaco e Stoccarda), Lettonia del 2016 e Lituania del 2018 (5.000 pezzi in divisionale FdC), Lussemburgo del 2017-2018, Malta del 2011-2012 e 2017-2019, Monaco del 2001-2002 e 2004-2005, Portogallo del 2003 e 2018, San Marino del 2003 e 2005 e dal 2007.

Sono considerate molto rare le monete da 1 cent della Slovenia dal 2011 al 2014 (tiratura 17.000, 15.000 pezzi in divisionale FdC e 2.000 Proof) e del 2017 con tiratura ancora più bassa (9.000 esemplari) e di Città del Vaticano del 2002: tiratura 6.000. Altrimenti sono da ricercare le emissioni del 1999 di Belgio con il ritratto di Alberto II e il monogramma della A coronata (ma sono rare anche quelle del 2000, del 2002, del 2005 e del 2008), Finlandia con il leone araldico che porta la spada e ne calpesta un’altra e la M simbolo del Direttore di Zecca Makkonen Raimo e Paesi Bassi con la regina abdicante Beatrice, il caduceo alato simbolo della KNM e la firma del Direttore della Zecca olandese.

 

Il caso delle monete da 1 cent di Germania e Grecia

È sensazionale l’errore di alcuni cent tedeschi coniati nello stampo in cui vengono realizzate solitamente le monete da 10 e da 20 centesimi. Questi esemplari, invece di essere in acciaio placcato con rame, sono in oro nordico come i 10, 20 e 50 cent. Ma a dare ancora più valore a queste monete è lo sbaglio sulla faccia comune. La Germania ha scelto per i suoi 1, 2 e 5 cent il disegno dell’illustratore Rolf Lederbogen che raffigura un ramoscello di quercia, in ricordo dei vecchi pfennig, le monete tedesche in rame centesimi di marco. Su alcune monetine, però, c’è la Porta di Brandeburgo che appare invece sui 20 centesimi. Sul mercato possono raggiungere migliaia di euro.

La Grecia ha scelto la triremi per il suo dritto e la Zecca ellenica non ha mai sbagliato a raffigurare la storica nave da guerra ateniese. Il problema riguarda piuttosto le stelle e il simbolo della ΤτΕ: l’anthemion, la palmetta stilizzata che appare sopra l’imbarcazione. Nell’emissione del 2002, se coniata da Monnaie de Paris, Suomen Rahapaja e Real Casa de la Moneda, all’interno della decima stella compaiono le lettere F, S e E, stemmi delle Zecche di Francia, Finlandia e Spagna. Non è un errore, dietro c’è una motivazione storica: la Grecia è entrata nell’Eurozona solo nel 2000, quindi all’inizio non fu in grado di coniare un quantitativo sufficiente di monete rispetto agli altri Stati aderenti alla moneta unica. Per sopperire alla mancanza, intervennero questi tre Paesi.

Naturalmente sul web e sui numerosi marketplace online è possibile individuare tantissime monete da 1 centesimo considerate rare per tiratura, scarsa circolazione ed errori di conio. Attenzione, però, alle truffe. È sempre meglio affidarsi ad una valutazione accurata, agli esperti e ai portali specializzati.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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