A Praga l’Ue in cerca di risposte comuni alla crisi del gas - Borsa&Finanza

A Praga l’Ue in cerca di risposte comuni alla crisi del gas

Una vista di Praga, dove si svolgerà il vertice informale dell'UE

I ventisette leader dei Paesi dell’Ue si riuniscono a Praga il 6 e 7 ottobre per trovare una posizione e studiare degli interventi unitari al fine di affrontare la crisi del gas e un inverno che per molte nazioni non si presenta semplice. Si tratta di un meeting informale durante il quale si cercherà di rimettere insieme i cocci dopo la decisione della Germania di attivare un piano da 200 miliardi di euro di sostegni a famiglie e imprese. Il rischio è che anche altre nazioni decidano di procedere in autonomia nell’affrontare il caro energia, naturalmente in base alle disponibilità di ciascuno Stato, creando disparità inaccettabili per un’area politica, economica e geografica che si chiama Unione.

Non è facile, tuttavia, dire di no alla Germania, paese “frugale” che decide di spendere, tanto e quanto altre nazioni non possono permettersi di fare. E non sarà facile per il commissario Ue alla Concorrenza Margrethe Vestager verificare che il piano non crei vantaggi indebiti per le imprese tedesche (ossia sussidi di Stato). Tuttavia si può trattare e questo è quello che faranno a Praga i ventisette nella due giorni di incontri. Per evitare che tra chi sostiene la necessità di adottare un limite al prezzo del gas, chi non lo vuole, chi vorrebbe vedere ancora una volta l’Europa scendere in campo con la creazione di debito comune per affrontare la nuova crisi, l’unico a godere sia Vladimir Putin.

 

Ue divisa: Olanda favorevole al piano della Germania

Il piano tedesco da 200 miliardi di euro per sostenere famiglie e imprese riporta alla luce le faglie che dividono i paesi del nord Europa da quelli del sud. Il primo ministro olandese Mark Rutte ha dichiarato di non essere critico sul provvedimento che, a suo parere, è perfettamente legittimo. Sul fronte opposto l’Italia con il presidente del Consiglio uscente Mario Draghi e quello entrante (con tutta probabilità, anche se il mandato deve ancora essere assegnato dal Presidente della Repubblica) Giorgia Meloni, allineati nel sostenere che la crisi energetica va affrontata tutti insieme.

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