C’è qualcosa di quasi simbolico nel fatto che la più importante dimostrazione di forza tecnologica di Alibaba si consumi non in un data center, ma tra le carrozzerie lucide del Beijing Auto Show 2026. È qui che il colosso guidato dall’amministratore delegato Eddie Wu ha annunciato l’integrazione del suo modello di intelligenza artificiale Qwen nei veicoli di alcuni tra i maggiori costruttori al mondo: Byd, Geely, Li Auto, Changan, Dongfeng, Baic, Great Wall Motor, Saic Volkswagen e Saic IM Motors. La lista dei partner è già di per sé una dichiarazione d’intenti. Non si tratta di una sperimentazione di nicchia, ma di una penetrazione sistematica dell’ecosistema automobilistico cinese.
Il sistema Qwen, integrato nell’hardware automotive di Nvidia, è progettato per funzionare anche in condizioni di connettività limitata, combinando elaborazione locale sul dispositivo con potenza cloud. In termini pratici, il conducente potrà ordinare cibo, prenotare hotel, acquistare biglietti e monitorare spedizioni attraverso comandi vocali, senza mai togliere le mani dal volante. Una funzionalità che, a prima lettura, potrebbe sembrare un gadget di lusso, ma che rivela una strategia precisa: trasformare l’abitacolo in un nodo attivo dell’ecosistema digitale di Alibaba. L’automobile non è più solo un mezzo di trasporto, ma un terminale mobile attraverso cui il gruppo raggiunge il proprio utente anche nei minuti – o nelle ore – trascorse in auto.
Non è un caso che questa integrazione arrivi in un momento di rallentamento della crescita del mercato dei veicoli elettrici in Cina. Stretti tra margini compressi e una competizione feroce sul prezzo, i costruttori cercano nella differenziazione software il terreno del valore aggiunto. E Alibaba si offre come partner ideale, portando con sé non solo la tecnologia ma l’intero ecosistema di servizi digitali costruito in vent’anni di espansione.
In questo articolo:
- DeepSeek nel mirino: la partita da 20 miliardi che agita i mercati
- Adr Alibaba: analisi e opportunità per gli investitori
DeepSeek nel mirino: la partita da 20 miliardi che agita i mercati
Ma l’automotive non è l’unico tavolo su cui Alibaba sta giocando. Nelle stesse settimane in cui il Beijing Auto Show apriva i battenti, emergeva una notizia destinata a scuotere i mercati finanziari globali: Alibaba e Tencent sarebbero in trattativa per acquisire partecipazioni in DeepSeek, la startup di intelligenza artificiale che nel gennaio 2025 aveva scosso il settore con il lancio del suo modello open source ad alte prestazioni e basso costo.
Secondo quanto riportato da The Information, che cita quattro fonti a conoscenza diretta dei colloqui, DeepSeek – di proprietà dell’hedge fund quantitativo cinese High-Flyer Capital Management – punterebbe a raccogliere finanziamenti per una valutazione superiore ai 20 miliardi di dollari. Un obiettivo cresciuto nel corso delle trattative: si era partiti da una raccolta di almeno 300 milioni a 10 miliardi di valutazione, ma l’interesse degli investitori ha rapidamente ridisegnato le aspettative. Le azioni Alibaba hanno reagito positivamente alla notizia, perché il mercato legge in questa potenziale operazione un posizionamento strategico in uno degli asset più promettenti del panorama tecnologico globale.
Sarebbe, se confermata, la prima apertura di DeepSeek a capitali esterni. Con Alibaba e Tencent come azionisti, DeepSeek cesserebbe di essere la creatura di un hedge fund di successo – High-Flyer ha registrato un rendimento del 56,6% nel 2025 – per diventare un nodo centrale nella rete dell’AI cinese. Va ricordato che DeepSeek ha dimostrato come sia possibile addestrare modelli di frontiera con risorse computazionali e costi sensibilmente inferiori rispetto ai colossi americani, innescando una reazione a catena nell’ecosistema globale dell’AI.
Adr Alibaba: analisi e opportunità per gli investitori
Per chi opera sui mercati finanziari, il quadro tecnico delle Adr Alibaba – i certificati azionari esteri negoziati negli Stati Uniti – merita un’analisi attenta. Dopo il testa e spalle di inizio anno, i corsi hanno superato al ribasso le principali medie mobili a 50, 100 e 200 giorni, scendendo fino a quota 118 dollari. Quel livello ha però rappresentato un bottom significativo, innescando una reazione che ha riportato le quotazioni prima sopra 140 dollari e poi agli attuali 130 dollari.
La divergenza emersa nelle ultime sedute tra prezzi delle Adr Alibaba e indice di forza relativa suggerisce che dagli attuali 130 dollari potrebbe configurarsi un’operazione “long” con target a 145 dollari, con stop loss a 115 dollari. Un rapporto rischio/rendimento interessante, soprattutto alla luce del contesto fondamentale: l’amministratore delegato Eddie Wu ha promesso oltre 53 miliardi di dollari in investimenti per infrastrutture e sviluppo AI, e l’ultimo modello Qwen3.5 punta a supportare compiti da “AI agent” multimodale, capace di elaborare testi, immagini e video, con 100 milioni di utenti già attivi sull’app.
La competizione tra i player cinesi dell’AI, del resto, non si gioca più solo sulla qualità dei modelli. Si gioca sull’integrazione tra intelligenza artificiale, pagamenti digitali, logistica e consumo. Alibaba ha capito prima di altri che il valore non sta nel modello in sé, ma nella capacità di trasformarlo in un’interfaccia fluida che accompagna l’utente in ogni momento della giornata – in casa, in ufficio e ora in automobile. Una visione che Washington guarda con crescente preoccupazione e che i mercati finanziari seguono con l’attenzione riservata ai cambiamenti di paradigma. Nelle azioni e nelle strategie di Alibaba, il futuro dell’AI cinese si sta scrivendo adesso.









