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Agricoltura, come funzionano i nuovi bonus per giovani imprenditori

Una giovane imprenditrice agricola

In Italia soltanto il 9,3% di chi possiede un’azienda agricola ha meno di 40 anni. Ma nonostante i numeri negativi e il clima d’incertezza che sta vivendo il settore, l’agricoltura dei giovani imprenditori italiani fattura 1,7 volte di più di quella degli adulti: in media 80.000 euro annui contro i 50.000 delle imprese guidate da over 40. Per favorire la maggiore propensione alla terra delle nuove generazioni, il governo ha varato una serie di agevolazioni, bonus e contributi a fondo perduto allo scopo di finanziare progetti di ricambio su tutto il territorio nazionale.

 

Agricoltura, i bonus per i giovani imprenditori

È disponibile un fondo da 15 milioni di euro all’anno a decorrere dal 2024 per tutti quei giovani imprenditori che vogliono rilanciare il sistema produttivo e avviare un’impresa agricola fondata su principi di innovazione, sostenibilità, rispetto della natura e dell’ambiente. A stabilire questi incentivi è la Legge 15 marzo 2024, n. 36 “per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo”, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 26 marzo ed in vigore da 10 aprile.

Le risorse del fondo gestito dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste servono al co-finanziamento di programmi che sono predisposti dalle Regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano per favorire il primo insediamento di imprese giovanili, anche quelle che esercitano attività di diversificazione come l’agriturismo e l’agricoltura sociale. Per giovani imprenditori agricoli, si intende tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 41 anni oppure quelle imprese agricole di qualsiasi tipo in cui almeno la metà dei soci rispettano il requisito anagrafico o possiedono la metà del capitale sociale. A ciò, per determinate agevolazioni, si sommano i titoli di studio (superiore o universitario a indirizzo agricolo, forestale e veterinario) o le esperienze lavorative nel settore.

I soldi stanziati dalla normativa devono essere impiegati per due tipi di interventi: l’acquisto di terreni, strutture e beni strumentali necessari all’avvio e alla crescita successive delle imprese agricole oppure di complessi aziendali già operativi; l’ampliamento dell’unità minima produttiva per promuovere l’efficienza aziendale. Sull’acquisto dei terreni è prevista la riduzione delle imposte di registro, ipotecaria e catastale: lo sconto è del 40% di quanto dovuto al rogito.

In aggiunta, ci sono il taglio del 50% dell’onorario del notaio per gli atti di compravendita di terreni entro il valore massimo di 200.000 euro e le agevolazioni per l’acquisto di terreni confinanti nei quali opera il diritto di prelazione. In questo caso, i giovani imprenditori agricoli con competenze specifiche (ossia con titoli di studio specifici nel settore) hanno la precedenza su altri acquirenti.

 

Come fare per accedere alle agevolazioni agricole

La legge per i giovani imprenditori agricoli introduce un regime fiscale agevolato. Il requisito minimo è che il beneficiario non deve aver esercitato altra attività d’impresa agricola nei tre anni precedenti. Il beneficio principale è un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’IRAP: un regime forfettario che prevede un’aliquota del 12,5% sui redditi d’impresa prodotti nel periodo d’imposta. L’imposta sostitutiva rimane in vigore per i primi cinque anni di attività e si può applicare sull’intero reddito agricolo ottenuto, senza vincoli di importi.

Discorso differente per il reddito agrario, i redditi diversi ai fini dell’IRPEF e i redditi determinati forfettariamente sulle attività connesse a quella agricola. In questi casi, si applicano l’imposta progressiva per scaglioni di reddito, l’IRAP del 3,9% e le addizionali regionale e comunale previste dalle amministrazioni. Per le società di capitali l’imposta sostitutiva del 12,5% assorbe il carico del 27,5%, di cui il 24% per l’IRES e il 3,9% per l’IRAP. Dalla normativa arriva pure un credito d’imposta parametrato alle spese sostenute per chi partecipa a corsi di formazione e perfezionamento per gestione e innovazione dell’azienda agricola.

Ancora, agevolazioni fiscali sono destinate all’ampliamento delle superfici coltivate e alla compravendita di fondi rustici. Qualora l’azienda sia attiva dal 1° gennaio 2021, scatta un ulteriore credito d’imposta dell’80% per le spese effettivamente sostenute nel 2024 e ufficialmente documentate, fino a un importo massimo di 2.500 euro per ciascun beneficiario. Il credito va usato esclusivamente in compensazione entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della spesa effettuata.

Infine, per aiutare la diffusione e la commercializzazione dei cibi – dalla coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame – che arrivano da aziende agricole under 40, la legge contempla posti riservati nei mercati. I Comuni, infatti, avranno la possibilità di mettere a disposizione almeno il 50% degli spazi per la vendita diretta alle imprese gestite da giovani.

 

Le opportunità per gli agricoltori under 40

I bonus introdotti dalla legge si aggiungono alla nuova Politica Agricola Comune (Pac 2023-2027), l’accordo a livello europeo tra agricoltori e società. Per l’imprenditoria giovanile del settore, gli incentivi europei includono un sostegno aggiuntivo al reddito nella fase di avviamento con un importo forfettario di 83,50 euro all’ettaro per un massimo di 90 ettari, un supporto al primo insediamento per chi fornisce un piano aziendale di sviluppo e forme di affiancamento e cooperazione per chi vuole sostituire agricoltori over 65 o pensionati.

Oltre alla nuova PAC, in Italia è l’ISMEA a fornire preziosi strumenti finanziari per l’imprenditoria agricola giovanile. Tra questi spiccano il programma Generazione Terra per mutui a tasso agevolato per l’insediamento e il consolidamento d’impresa, la misura Più Impresa (dedicata in particolare alle donne che intendono subentrare nella conduzione dell’azienda o che sono già attive da almeno due anni e vogliono ampliare l’attività) e la Banca delle terre agricole che fornisce l’inventario completo dei terreni disponibili su tutto il territorio.

Stando ai numeri riportati dal settimo censimento generale dell’agricoltura di Istat, in Italia si contano 1.133.023 imprese attive in agricoltura: di queste, 104.886 aziende agricole guidate da under 35, pari al 13% del totale del comparto. In compenso, le realtà giovani sono più digitalizzate, multifunzionali e competitive e coltivano biologico nel 14,5% dei casi contro il 5,8% di aziende portate avanti da persone più anziane.

La formazione più diffusa è il diploma, seguita subito dopo dalla laurea (in ampia parte che non ha nulla a che fare con l’agricoltura) e da un titolo professionale, non sempre agrario. Tra le donne imprenditrici agricole, quelle giovani sono una su tre fra i capi azienda. Il 64,6% degli agricoltori sotto i 40 anni eredita l’attività dalla famiglia, mentre solo il 27,9% avvia e gestisce un’impresa totalmente nuova. Le Regioni dove il ricambio generazionale è piuttosto elevato rispetto alla media sono Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Campania, Basilicata e Sardegna.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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