Grosso (BYD): “Il mercato italiano è sfidante, ma noi giochiamo per vincere”

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“Le mie esperienze mi hanno portato fin qui. E sono il mio bagaglio prezioso per questa sfida affascinante”. È così che Alessandro Grosso a Borsa&Finanza racconta l’inizio della sua avventura come country Manager BYD & DENZA Italia. Un’affermazione forte, decisa, ma perfettamente in linea con la carica visionaria e l’ambizione strategica della società.

Arrivato a capo di un’azienda che, fino a fine settembre 2024, contava 18 dipendenti, oggi ne gestisce oltre 70. D’altronde, tiene a specificare, “non siamo un costruttore automobilistico, ma una tech company che ha l’innovazione nel Dna”. E lo dimostra il fatto che vantiamo oltre un milione di dipendenti, di cui 122.000 ingegneri. “Con 59.000 brevetti depositati e 11 istituti di ricerca, ogni giorno registriamo 45 nuove domande di brevetto, la metà delle quali approvate”.

Come spiega Grosso, sono quattro i pilastri di BYD: componentistica elettronica, batterie, stoccaggio e produzione di energia solare e mobilità. “Siamo il primo produttore al mondo di pannelli solari e di energy storage. Alimentiamo intere megalopoli come Shenzhen”. In sintesi, la chiave di volta è l’integrazione: energia prodotta, immagazzinata e usata per alimentare mobilità elettrica – dalle auto ai treni ad alta velocità. Tutto, rigorosamente, made in BYD.

Non sorprende se uno dei punti d’orgoglio della società è la Blade Battery: “LFP, litio ferrofosfato, priva di cobalto. Molti competitor annunciano per il 2027 quello che noi già produciamo da 5 anni. Noi garantiamo 8 anni di durata, mai sotto il 70%”, dice Grosso che spiega il modello circolare: “Una volta esaurite per le auto, le nostre batterie vanno in second life come accumulatori. Un ciclo economico che sostiene anche la nostra mission di contribuire ad abbassare di 1 grado la temperatura del pianeta entro il 2030”.

 

BYD e il mercato italiano: le sfide e gli obiettivi

“In Italia, per BYD, non si è trattato solo di vendere auto. Abbiamo dovuto costruire, creare da zero. Non abbiamo preso un oggetto da gestire, ma un oggetto da creare, gestire e migliorare”. Grosso descrive il mercato italiano come una partita a scacchi complessa: “Abbiamo 5 canali di vendita, li presidiamo tutti. Chi parla solo di vendite retail non conosce né il mercato italiano, né quello europeo”, dice il manager che non ha paura di scontrarsi con le difficoltà di un settore che, a più riprese, definisce “complesso”.  “Noi ci mettiamo le mani e giochiamo la nostra partita. Anche perché è il nostro lavoro e perché abbiamo l’esperienza per sapere come si fa”.

In questa direzione, BYD punta a radicarsi in Europa attraverso una strategia chiara: “Abbiamo già aperto stabilimenti in Brasile, Thailandia, Uzbekistan. In Europa apriremo entro la fine dell’anno uno stabilimento in Ungheria. Un passaggio necessario che permetterà alla società di essere un “costruttore europeo” a tutti gli effetti. 

D’altronde, è ovvio che in un contesto come quello odierno rimanere coi piedi per terra è fondamentale. Anche quando, oltre i conflitti, si aggiungono le guerre commerciali e i dazi. Tema, quest’ultimo, che non ha spaventato BYD, anzi. Da quando sono stati introdotti  “non abbiamo aumentato i prezzi”, chiarisce Grosso. “La nostra supply chain ci permette di assorbirli e quindi abbiamo deciso che non aveva senso scaricare maggiori costi sui clienti. Intraprendiamo strategie basate solamente sulla valorizzazione del brand”. 

Con un parco auto cresciuto da 800 a 14.000 veicoli in pochi mesi e un target ancora maggiore per fine anno, così da raggiungere realmente la “visibilità” sul territorio, BYD si è installata nel mercato italiano con una velocità chirurgica, merito anche dell’after-sales che per “un brand emergente orientale è la prima vendita”. Grosso punta molto su questo aspetto, dove altri competitor orientali hanno fatto grande fatica o hanno fallito: “Abbiamo 60 punti vendita attivi, puntiamo a 105. Abbiamo un magazzino ricambi con consegna al 97% entro 24 ore. Peraltro, il progetto co-pilota con Bosch coprirà il territorio nazionale”.

 

Tra ostacoli e nuove partnership

Eppure ci sono ancora alcuni ostacoli infrastrutturali ed educativi intorno al mercato dell’elettrico. “C’è un problema di formazione. Le reti di vendita italiane, comprese le nostre, non sanno ancora parlare correttamente di elettrico”. Grosso è netto: “Non è solo una questione di cavalli vapore, ma di fabbisogni. Con tre domande capisci se un cliente è predisposto all’elettrico oppure no. In molti, infatti, fanno ancora fatica a capire se personalmente è veramente e conveniente. Dobbiamo lavorare tantissimo su questo”. 

Il discorso non cambia guardando alle infrastrutture. “Anche se vantiamo 66.000 punti di ricarica, tuttavia non dobbiamo dimenticarci che il 70% è a 11-22kW ed è concentrato soprattutto al Nord Italia. C’è ancora poca concentrazione al Sud e non va bene”. Inoltre, “il costo è ancora troppo alto”, insiste Grosso. Non è un caso, quindi, se la società ha deciso di spingere verso una strategia chiara e completa che trova il suo fondamento in una wallbox domestica “con installazione chiavi in mano”. 

Infine, il manager italiano si è soffermato anche sull’importanza di fare sistema. Da qui l’idea della partnership con l’Inter, definita come un progetto di “awareness globale”, dato che la società nerazzurra “ha 100 milioni di fan in Cina e 90 milioni in Sud America”.

 

Dati economici globali BYD

La spinta di BYD è evidente anche guardando ai conti dei primi tre mesi del 2025, cresciuti al ritmo più veloce degli ultimi due anni. L’utile netto è raddoppiato a 9,2 miliardi di yuan, collocandosi a metà strada tra gli 8,5-10 miliardi di yuan comunicato precedentemente dal gruppo. Per quanto riguarda il fatturato si è attestato a 170,4 miliardi di yuan, in aumento del 36,4% rispetto allo stesso periodo del 2024 e di quasi il 53% se confrontato all’ultimo trimestre dell’anno passato.

Nel corso dei primi tre mesi la quota mercato in Cina è passata dal 12,1% di un anno fa all’attuale 13,6%, in controtendenza rispetto ai propri competitor. Durante presentazione dei dati il management ha comunicato che al di fuori del mercato interno, che rappresenta circa il 90% delle vendite totali di BYD, l’azienda punta a esportare nel 2025 quasi 800.000. Infine, nei primi tre mesi BYD ha annunciato di aver superato per la prima volta 1 milione di veicoli venduti, in aumento del 60% rispetto a 12 mesi fa, mentre le vendite di veicoli completamente elettrici sono cresciute del 39% su base annua a oltre 416 mila unità.

 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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