Assegno Unico 2026, importi più alti per le famiglie: ecco per chi e cosa cambia

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Dal 2026 l’Assegno Unico e Universale entrerà in una nuova fase, con importanti aggiornamenti che interesseranno milioni di famiglie italiane. L’Inps e l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno infatti confermato che la misura verrà rivalutata in base all’inflazione e adeguata al nuovo Isee, che escluderà la prima casa dal calcolo. Si tratta di un doppio intervento che renderà l’assegno più aderente alla reale situazione economica dei nuclei familiari, con un beneficio stimato in diversi euro al mese per figlio.

Ma quanto aumenterà l’Assegno Unico nel 2026 con la rivalutazione? Come funzionerà il nuovo calcolo Isee e chi ne trarrà i maggiori vantaggi? E in che modo cambieranno le fasce di reddito che determinano l’importo spettante? 

 

In questo articolo:

 

  • Rivalutazione Assegno Unico 2026: gli importi aggiornati
  • Nuovo Isee e prima casa esclusa: come cambiano le fasce di reddito
  • Aumenti, maggiorazioni e vantaggi per le famiglie

 

Rivalutazione Assegno Unico 2026: gli importi aggiornati

Ogni anno gli importi dell’Assegno Unico vengono rivalutati sulla base dell’andamento dell’inflazione, per preservare il potere d’acquisto delle famiglie. Nel 2026, la rivalutazione sarà fissata con un decreto del Ministero dell’Economia e del Lavoro, atteso per novembre 2025, che adeguerà le somme all’aumento dei prezzi registrato nel corso dell’anno. Le previsioni parlano di un rialzo compreso tra l’1,4% e l’1,5%, in linea con l’andamento medio dell’inflazione stimata.

Questo adeguamento, pur modesto, porterà a un piccolo incremento mensile per ogni figlio a carico. L’importo massimo, attualmente pari a 201 euro, salirebbe a circa 203,80 euro, mentre il minimo – che spetta alle famiglie con Isee più alti – passerebbe da 57,50 a circa 61,20 euro. Una variazione che, seppur contenuta, rappresenta un segnale positivo in un periodo di inflazione persistente.

La rivalutazione interesserà anche le maggiorazioni previste per specifiche condizioni familiari, come la presenza di figli con disabilità o di madri giovani. Ad esempio, per un figlio minorenne con disabilità grave, l’importo potrà crescere di circa un euro e mezzo, passando da 109,10 a 110,60 euro, mentre per figli con madri di età inferiore ai 21 anni l’aumento sarà lieve, da 23 a circa 23,30 euro.

 

Nuovo Isee e prima casa esclusa: come cambiano le fasce di reddito

La vera novità del 2026 sarà legata al nuovo calcolo dell’Isee, che verrà modificato in base alle indicazioni contenute nella Legge di Bilancio. Il cambiamento più rilevante riguarda l’esclusione della prima casa fino a un valore catastale di 91.500 euro (contro i 52.000 attuali). In termini di mercato immobiliare, questo corrisponde a un valore reale molto più alto, che consentirà a numerose famiglie di vedere ridotto il proprio indicatore economico.

L’obiettivo è rendere l’Isee più rappresentativo del reale reddito disponibile, evitando che la proprietà della casa di residenza penalizzi eccessivamente chi non ha altri beni o entrate. Inoltre, per ogni figlio convivente successivo al primo, il valore di riferimento aumenterà di 2.500 euro, rendendo la scala di equivalenza più favorevole ai nuclei numerosi.

Con la revisione, anche le fasce Isee collegate all’Assegno Unico saranno aggiornate. Dal 2026 i nuovi limiti saranno i seguenti: fino a 17.468 euro per ottenere l’importo massimo, tra 17.468 e 46.582 euro per la fascia intermedia e oltre 46.582 euro per quella minima. L’adeguamento porterà molte famiglie a rientrare in una fascia più vantaggiosa, con un aumento dell’importo mensile.

Secondo le simulazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, circa il 5% delle famiglie attualmente in seconda fascia passerà alla prima, mentre oltre il 10% di quelle in ultima fascia beneficerà di un miglioramento, salendo alla seconda. Un esempio pratico: una famiglia con un solo figlio e con Isee ridotto di 3.000 euro grazie all’esclusione della prima casa potrà ottenere circa 170 euro in più all’anno, equivalenti a oltre 14 euro mensili.

 

Aumenti, maggiorazioni e vantaggi per le famiglie

La combinazione tra rivalutazione e nuovo Isee determinerà aumenti diffusi dell’Assegno Unico, anche se con intensità diversa in base alla composizione familiare e al livello di reddito. Chi possiede un’abitazione di valore medio e rientra nella prima o seconda fascia Isee sarà tra i principali beneficiari del cambiamento.

Gli importi potranno crescere non solo per effetto della rivalutazione, ma anche per l’ampliamento delle soglie di reddito che determinano l’accesso alle fasce più vantaggiose. Questo comporterà che molti nuclei oggi classificati nella fascia media potranno ricevere l’assegno pieno o quasi pieno.

Anche le maggiorazioni per figli successivi al secondo saranno adeguate. Nella fascia più bassa passeranno da 97,70 a circa 99,10 euro, mentre per la fascia più alta cresceranno lievemente fino a 17,40 euro. Una leggera revisione interesserà pure il bonus per il secondo percettore di reddito, che potrà aumentare fino a 34,90 euro mensili nella fascia inferiore.

Il risultato sarà un Assegno Unico più equo e aggiornato, con importi che si adatteranno meglio all’evoluzione del costo della vita e con un sistema Isee finalmente più aderente alla reale disponibilità economica delle famiglie italiane.

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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