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Asset allocation ETF: gli investitori premiano bond ed emergenti

Matite colorate disposte in cerchio

L’analisi dei flussi di investimento in ETF nei primi sei mesi dell’anno, elaborata da Amundi ETF, offre una fotografia nitida delle scelte di asset allocation effettuate dagli investitori. Sono evidenti, in particolare, il successo delle obbligazioni e delle azioni dei mercati emergenti.

“Da inizio anno i flussi di ETF a livello globale hanno sfiorato i 300 miliardi di euro, suddivisi quasi equamente tra azionario e reddito fisso. È la prima volta che i flussi del reddito fisso hanno eguagliato quelli azionari ed è un dato degno di nota se si considera che gli asset azionari totali sono pari a 7.000 miliardi di euro contro i 2.000 del reddito fisso” hanno commentato gli analisti di Amundi ETF.

La carta dei mercati obbligazionari è stata giocata sia dagli investitori che dagli asset manager che hanno risposto con nuovi prodotti alla crescente domanda per gli ETF sui bond. Secondo i dati aggiornati al 30 giugno gli afflussi sono stati pari a 33,6 miliardi di euro negli ETF azionari e uno di 32,6 negli ETF obbligazionari.

Il grafico mostra l'andamento dei flussi verso gli ETF nel corso del primo semestre del 2022. Dopo una fase di appannamento nella parte centrale del semestre, gli ETF obbligazionari hanno recuperato terreno sugli azionari
L’andamento dei flussi in ETF nel primo semestre dell’anno – Fonte: Amundi ETF, dati in miliardi di euro

 

Emergenti preferiti tra gli azionari

All’interno del comparto azionario a essere preferiti sono stati gli ETF sull’azionario dei mercati emergenti che hanno raccolto 13,4 miliardi di euro, superando gli afflussi verso i benchmark globali sui mercati sviluppati, arrivati a 11,8 miliardi di euro. La dinamica dei flussi ha visto una partenza molto rapida degli EM a inizio anno con una stabilizzazione a partire dal secondo trimestre che ha permesso agli ETF developed world di colmare quasi completamente il divario.

Gli investitori hanno sfruttato le maggiori aspettative di crescita dei mercati emergenti e le valutazioni più basse rispetto agli Stati Uniti e all’Europa mentre l’afflusso di capitali sugli indici globali dei mercati sviluppati è una costante che indica la volontà di diversificare.

A livello settoriale, il calo dei prezzi dell’energia ha provocato una fuoriuscita di investimenti dagli ETF specializzati (-2 miliardi di euro) a favore di IT e beni di consumo discrezionali. Per quanto riguarda il settore IT il successo è legato all’esplosione del tema dell’intelligenza artificiale rigenerativa che ha rilanciato i big del settore dopo le sofferenze dello scorso anno.

Gli analisti di Amundi ETF sottolineano inoltre la scelta di strategie smart beta come income e quality (+1 miliardo di euro e +600 milioni di euro rispettivamente) a scapito di value (-1,3 miliardi) e momentum (-500 milioni), scelta riconducibile al desiderio di copertura contro l’arrivo di una recessione.

 

L’asset allocation premia le obbligazioni

La possibilità di ottenere rendimenti di nuovo interessanti, fino al 4-5% sui governativi e fino all’8-9% sui corporate, ha attratto verso il comparto numerosi investitori. In particolare, secondo i dati registrati da Amundi ETF nel suo Money Monitor semestrale, 16,3 miliardi sono confluiti nei bond governativi, 10,4 miliardi nei corporate, 4,1 miliardi in ETF broad, ossia che investono in un ampio e diversificato spettro di obbligazioni. Più prudenti le allocazioni verso gli high yield, a 2,1 miliardi, anche in questo caso sintomo di volontà di abbassare la rischiosità dei portafogli in attesa della recessione.

A inizio anno si è registrato un forte interesse per le obbligazioni a breve scadenza, che rispecchiava l’inversione della curva dei rendimenti e il desiderio degli investitori di evitare la duration. A giugno, tuttavia, le allocazioni negli indici broad e nelle strategie a lungo termine sono state pari rispettivamente a 1,2 miliardi di euro e 1,6 miliardi di euro, mentre solo 1 miliardo di euro è stato investito nelle strategie a breve termine. Le obbligazioni con scadenze più brevi offrono ancora rendimenti migliori, quindi l’aumento delle allocazioni nelle obbligazioni a lungo termine rispecchia la preoccupazione degli investitori per le prospettive economiche.

Il grafico mostra l'asset allocation verso gli ETF obbligazionari. Gli investitori hanno destinato 16,3 miliardi di euro, la quota maggiore, ai governativi
I flussi di capitale verso gli ETF obbligazionari nel primo semestre 2023 – Fonte: Amundi ETF; dati in miliardi di euro

 

ESG: meglio le strategie azionarie

Assumono sempre più importanza, nelle asset allocation di portafoglio degli investitori, le strategie ESG. Nei primi sei mesi dell’anno il ritorno dei rendimenti nel mercato obbligazionario, e in particolare nei governativi, ha penalizzato le strategie ESG in obbligazioni. Per gli analisti di Amundi ETF ciò è dovuto al fatto che è più difficile creare strategie di investimento ESG utilizzando i bond governativi, i quali hanno attratto la maggior parte delle preferenze degli investitori.

Come conseguenza le strategie ESG a reddito fisso hanno raccolto 6,8 miliardi di euro, un importo di molto inferiore ai 25,8 miliardi di euro investiti nelle strategie a reddito fisso più tradizionali. Gli investitori hanno destinato 2,6 miliardi di euro alle strategie governative ESG, circa il 15% dell’allocazione totale in questa classe. Anche le strategie ESG sui corporate bond investment grade hanno raccolto 2,6 miliardi di euro, pari a un quarto degli investimenti complessivi.

Ben diverso il quadro per gli ETF azionari ESG dove gli afflussi sono stati pari, nei primi sei mesi dell’anno, a 15,4 miliardi di euro, eguagliando quasi i 18,2 miliardi di euro allocati nelle strategie azionarie tradizionali. Gli indici mondiali ESG hanno raccolto 4,7 miliardi di euro, circa la metà degli investimenti complessivi destinati a questa strategia. Infine, le strategie ESG dei mercati emergenti hanno attratto 4,3 miliardi di euro, circa un terzo delle allocazioni complessive in questa strategia.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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