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Assicurazioni: per l’IVASS è allarme liquidità e riscatti

Assicurazioni: per l'IVASS è allarme liquidità e riscatti

L’IVASS lancia l’allarme sul settore delle assicurazioni, citando l’aumento dei tassi d’interesse e dell’inflazione come elemento di forte impatto. Secondo quanto affermato dal presidente Federico Signorini, le compagnie assicurative italiane si sono viste ridurre il valore di mercato degli asset in portafoglio e aumentare contemporaneamente il costo dei sinistri.

Inoltre, la liquidità delle aziende è messa sotto pressione dalle minusvalenze sul portafoglio investimenti. Al 31 dicembre 2022 queste ultime superavano le plusvalenze di oltre 50 miliardi di euro, cifra che si è ridotta quest’anno fino a meno di 30 miliardi al 9 giugno, rileva l’IVASS. Un altro dato che desta preoccupazioni è il rapporto tra riscatti e premi nel segmento delle assicurazioni Vita. Lo scorso anno per la prima volta negli ultimi 10 anni, il rapporto ha superato il 100%, per scendere fino al 90% dopo il mese di aprile.

 

Assicurazioni: ecco cosa fare per l’IVASS

Come uscire dell’impasse? Secondo Signorini, le compagnie di assicurazione che sono maggiormente esposte alle dinamiche dei tassi d’interesse e dei riscatti hanno visto una maggiore intensificazione dell’attività di vigilanza da parte delle autorità regolamentari. Tra l’altro, l’IVASS ha chiesto a molte società di rinunciare alla distribuzione dei dividendi. “Le imprese interessate hanno intrapreso iniziative per gestire gli effetti delle mutate condizioni di mercato”, ha detto Signorini.

Quanto al rischio di liquidità, l’IVASS si aspetta che le assicurazioni effettuino una revisione al riguardo “sia nella fase del disegno dei prodotti, sia nelle pratiche di gestione del rischio”. Signorini mette in luce anche un punto critico rappresentato dai requisiti di capitale stabiliti nella Solvency 2, che al momento non incentiverebbero la prevenzione dei rischi di riscatto anticipato. “Occorrono adeguati presidi applicabili fin dal momento della stipula di contratti che siano liberamente riscattabili in anticipo, senza penalità e con rendimento garantito”, ha detto il presidente di IVASS sollecitando un ripensamento della disciplina dei requisiti.

 

Il nodo Eurovita

Signorini ha affrontato anche il tema dolente del salvataggio di Eurovita, auspicando che ciò possa avvenire in tempi brevi. La compagnia di assicurazione è il classico esempio di come l’aumento dei tassi d’interesse avvenuto dallo scorso anno abbia fatto danni all’attività, riducendo il valore dei titoli di Stato in portafoglio e spingendo i clienti a riscattare anticipatamente le polizze assicurative per reinvestire il denaro in asset più redditizi.

Il punto ora è riuscire a trovare una quadra per evitare il collasso. Il Ministero delle Imprese ha messo Eurovita in amministrazione straordinaria, mentre l’IVASS ha bloccato i riscatti anticipati fino al 30 giugno. Si è discusso nei giorni scorsi di una possibile proroga dei riscatti, ma è chiaro che si cerchi una via di uscita con le principali assicurazioni italiane – Generali , Unipol , Poste Vita , Allianz e Intesa Vita – per l’acquisizione di Eurovita, o con le banche distributrici dei prodotti Eurovita – Sparkasse, Credem, Fideuram, Fineco e altre – per l’erogazione di finanziamenti a costo zero in modo da far fronte ai riscatti.

“Le negoziazioni sono in corso; auspico che possa essere raggiunto nel più breve tempo possibile un accordo che consenta di salvaguardare pienamente i diritti degli assicurati, di mostrare determinazione nell’affrontare una situazione del tutto nuova e inattesa e di dare un segnale forte di solidità e capacità di reazione, a beneficio della stabilità del sistema nel suo complesso e della fiducia che i cittadini vi ripongono”, ha dichiarato Signorini.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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