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Azionario cinese: ecco le aziende che beneficiano della riapertura

Una vista dall'alto di Shanghai

Con la fine del 2022 le autorità cinesi hanno iniziato a rimuovere le rigide misure di controllo della diffusione della pandemia, la cosiddetta politica zero-Covid. La decisione, presa anche sull’onda delle numerose proteste verificatesi a inizio dicembre nel paese, ha creato grandi aspettative sulla ripartenza dell’economia della Cina. Tuttavia, finora la riapertura è stata più lenta di quanto gli analisti pronosticassero e l’azionario cinese non ha brillato particolarmente. L’indice Shanghai Composite, per esempio, da inizio anno mostra un rialzo di circa il 6% che si confronta con la doppia cifra dei listini europei. Quali sono, secondo gli asset manager, i driver che potrebbero guidare l’azionario cinese verso un recupero più corposo e quali invece i rischi che potrebbero mettere in difficoltà le azioni del Dragone?

 

Azionario cinese sostenuto dall’accelerazione dei consumi interni

Per Ariel Ying Wang, fund manager di Gemway Asset, il recupero economico della Cina è moderato ma è in corso, rallentato dalla bassa fiducia dei consumatori. Tuttavia, secondo il gestore, con il passare del tempo la situazione dovrebbe migliorare, in particolare nel corso del secondo trimestre. “Con il ritorno della fiducia – spiega Wang – parte di quel risparmio in eccesso accumulato durante i lockdown potrebbe trasformarsi in consumi che, quest’anno, saranno il motore della crescita”.

Il sostegno ai consumi verrà anche dal reddito aggiuntivo che i cinesi potrebbero incamerare. Yanxiu Gu, product specialist Chinese equities di Oddo BHF AM da notare che “le aspettative di reddito potrebbero avere toccato il fondo con il tasso di disoccupazione nelle aree urbane in calo. Anche il timore di un crollo dei prezzi delle abitazioni è gradualmente svanito grazie al forte sostegno offerto dal governo al settore immobiliare”. Oggi i consumi interni valgono il 65,4% della crescita del PIL cinese e hanno quindi assunto un’importanza fondamentale per l’andamento economico del paese.

 

Il cambiamento del modello di consumo

Legata alla volontà di spesa dei cinesi c’è anche la destinazione delle loro preferenze di acquisto. Questo è un altro punto a favore di un’accelerazione della crescita che potrebbe sostenere l’azionario cinese. “Poiché un numero crescente di cinesi aspira a una vita migliore, il governo cinese ha lasciato che i consumi assumessero un ruolo di primo piano nella crescita economica della Cina” riprende Yanxiu Gu.

Una parte crescente di questi consumi si sta indirizzando verso produttori domestici di qualità a scapito di quelli stranieri che stanno perdendo quote di mercato” spiega Wang che prosegue: “Queste società beneficeranno della riapertura. Per esempio il produttore di abbigliamento sportivo Anta o i gruppi dell’hotellerie H-World e Jinjiang, o ancora il produttore di birra CRE Beer”.

“Un decennio fa era di moda acquistare prodotti stranieri. I brand stranieri potevano richiedere premi elevati sui mercati cinesi. Ora i brand locali stanno conquistando quote di mercato. L’elevato rapporto costo-efficacia, il miglioramento della qualità, il design su misura, l’accessibilità nelle città meno importanti, insieme alla maggiore fiducia culturale dei consumatori cinesi, stanno guidando l’ondata China-chic in una serie di settori come alimenti e bevande, cosmetici, elettrodomestici, telefoni cellulari e veicoli elettrici.” conferma Gu che fa il nome di alcuni leader locali come Tsingtao Brevery, Haier, Xiomi, BYD e Florasis.

 

Il ritorno dei big cinesi della tecnologia

Alibaba e JD.com sono due società che hanno fatto parlare di loro nel corso dell’ultimo mese per aver annunciato dei piani di riorganizzazione che ne rivoluzioneranno la struttura. Alibaba ha comunicato che si moltiplicherà per sei, separando i suoi business in unità singole e indipendenti che potranno essere quotate o cedute. JD.Com ha fatto lo stesso e si dividerà in due entità, JD Property e Jing Dong Industrial.

“Le due operazioni sono state accolte molto bene dai mercati – commenta Ariel Ying Wang -. Alibaba è salita di oltre il 20% in due sedute e non ci sorprenderemmo se la salita dovesse proseguire. Con questa nuova struttura operativa ci aspettiamo che la compagnia sia molto più dinamica rispetto al passato quando ha perso quote di mercato a favore dei concorrenti verticalmente integrati. Se prendiamo le singole parti della compagnia e le confrontiamo con i multipli di mercato attuali di Alibaba, il verso valore di quotazione della società dovrebbe essere di 210 dollari di Hong Kong contro i circa 90 attuali”.

Ma non saranno solo questi due nomi a brillare secondo la fund manager di Gemway, che prevede che tutto il settore tecnologico beneficerà quest’anno di una revisione al rialzo degli utili e dei margini generata dall’attenzione al controllo dei costi. “Alibaba, JD, Tencent, Pinduoduo, Bytedance hanno trasformato le aspettative dei consumatori con campagne personalizzate, pagamenti one-click, consegne istantanee e così via” aggiunge la strategist Chinese equities di Oddo BHF AM.

 

Il pericolo per l’azionario cinese è il rallentamento dell’economia globale

Anche se i consumi interni sono diventati il fulcro principale della crescita cinese, l’economia della Repubblica popolare è ancora fortemente dipendente dalle esportazioni visto che i consumi domestici rappresentano solo il 38% del PIL, a confronto con il 68% degli Stati Uniti.

E qui iniziano i dolori. Se le economie occidentali dovessero andare in recessione l’economia cinese ne subirebbe delle conseguenze. Per tal motivo Bruno Vanier, fondatore e presidente di Gemway Asset preferisce essere “prudente sui settori esportatori mentre la tematica della riapertura e del recupero dei consumi dovrebbe esplicare i suoi effetti sui settori domestici almeno fino alla fine dell’anno”.

La stessa prudenza che pone nel prendere considerazione i settori dell’economia cinese più legati all’export, Vanier la dedica a un altro tema: il futuro della Cina. “La nostra view di lungo termine è decisamente meno forte rispetto a prima – spiega – a causa dei temi geopolitici. Questo non vuole dire che la Cina non sia interessante anche nel lungo termine, ma non vediamo miglioramenti nei rapporti con gli Stati Uniti, e di conseguenza con l’Europa, nel prossimo futuro prevedibile”. Vanier è convinto che si stia andando verso un mondo bipolare con i paesi occidentali da una parte e la Cina più la Russia dall’altra.

L’unico punto positivo proveniente in questo momento dal mondo esterno alla Cina è la possibilità che i tassi di interesse vengano ridotti dalla Federal Reserve. “La discesa dei tassi e l’indebolimento del dollaro sono sempre fattori positivi per le economie emergenti, e quindi anche per la Cina” conclude Vanier, secondo cui il calo dei tassi di interesse rafforzerebbe i titoli growth.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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