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Azioni: 5 parametri per valutare un titolo in Borsa

Azioni: 5 parametri per valutare un titolo in Borsa

Il principale problema di un investitore quando deve comprare azioni in Borsa è quello di stabilire se la società su cui sta acquistando una quota sia solida e se il prezzo pagato per tale quota sia quello giusto. Per fare questo ricorre a strumenti di analisi tecnica e fondamentale del titolo in questione, il che richiede a volte uno studio accurato dove i particolari possono essere decisivi per la buona sorte degli investimenti. Il compito non è facile, perché bisogna sempre partire dal presupposto che i dati su cui incentrare l’analisi siano quelli che emergono da ciò che viene reso pubblico, mentre a volte vi sono informazioni interne all’azienda che vengono sottaciute e che potrebbero fare la differenza. Ma quali sono i parametri a cui fa affidamento un investitore per capire se sta facendo la mossa giusta nell’acquistare un’azione? Vediamoli di seguito.

 

Il Price/Earnings Ratio (P/E)

Il Price/Earnings Ratio è uno dei multipli più seguiti dagli analisti per valutare se un titolo sia a buon prezzo o meno. L’indicatore configura il rapporto tra il prezzo di mercato dell’azione e l’utile atteso per azione della società. In genere esprime quanti anni occorrono affinché un investitore possa recuperare con gli utili il prezzo pagato per le azioni. Se ad esempio il titolo XYZ quota in Borsa a 100 dollari e la società stima un utile per azione per la fine dell’anno di 5 dollari, allora il multiplo sarà di 20. 

Più il P/E sarà basso, più significa che l’azione è a sconto e quindi potrebbe essere un’occasione d’acquisto. Per stabilirlo però è necessario confrontare tale rapporto con quello del mercato e soprattutto del settore di appartenenza. Se ad esempio XYZ ha un multiplo di 20 e il mercato scambia le azioni a un prezzo di 25 volte i guadagni attesi, il titolo non sarà comunque economico se in media il multiplo dei competitor è di 15. 

L’aspetto che bisogna cogliere è che nel P/E ci sono due elementi che entrano in gioco: il numeratore e il denominatore. Se il rapporto è molto basso, non necessariamente significa che il prezzo delle azioni sia sottovalutato, ma può darsi anche che le stime degli utili siano eccessive. Per questo occorre capire a fondo il motivo per cui un multiplo abbia un determinato valore e/o diverge da quello di altre società.

 

Il Price/Book Value

Il Price/Book Value esprime il rapporto tra il prezzo di un’azione e il valore contabile dell’azienda per azione. Quest’ultimo corrisponde al capitale proprio risultante dal bilancio diviso per il numero di azioni. Solitamente un’azione si considera sottovalutata se ha un rapporto prezzo/valore contabile inferiore a 1, perché vuol dire che il mercato la sta prezzando a un valore inferiore rispetto a tutto l’attivo contabilizzato in bilancio. Viceversa se il multiplo è di molto superiore a 1 ci sono degli indizi che la società sul mercato sia sopravvalutata e le quotazioni potrebbero scendere. Tuttavia, occorre sempre entrare dentro ogni situazione aziendale e capire come vengono contabilizzate le poste in bilancio. Vi sono alcune società, ad esempio, che presentano valori di beni immateriali molto elevati, per cui è difficile determinare un reale valore contabile dell’azienda. 

 

Dividend Yield

Il Dividend Yield o rendimento dei dividendi si ottiene rapportando il valore degli stessi per azione al prezzo di quest’ultima. Se ad esempio una società distribuisce un dividendo per azione di 5 dollari e la quotazione del titolo in Borsa è di 100 dollari, significa che la cedola rende il 5%. Un rendimento alto potrebbe essere molto allettante per gli investitori, perché questi si aspettano un ritorno importante del capitale investito. 

Tuttavia, anche qui bisogna prestare molta attenzione, poiché ciò potrebbe significare anche che il prezzo delle azioni sul mercato è molto basso, denotando uno scarso interesse da parte degli operatori, oppure che la società paga dividendi troppo alti in rapporto agli utili conseguiti, magari per attirare proprio gli investitori. Per questa ragione, occorre sempre rapportare tale parametro ad altri che riportano la valutazione del prezzo, nonché al payout ratio dell’azienda, ovvero alla percentuale di utile che viene destinata alla distribuzione del dividendo.

 

Rendimento del capitale (ROE e ROI)

Il rendimento del capitale di un’azienda va distinto a seconda che vi sia o meno la partecipazione di soggetti terzi. A tale proposito si hanno due parametri importanti: il Return on Equity o ROE e il Return on Investment o ROI. Il primo esprime il rapporto tra l’utile conseguito dall’azienda e il valore del patrimonio netto. Tale parametro è importante per determinare la redditività dell’azienda attraverso il ritorno del capitale impiegato. Se ad esempio alla fine dell’anno una società totalizza 100.000 dollari di utili e ha un patrimonio netto di 1.000.000 di dollari, ha ottenuto un rendimento del 10%. Maggiore è tale rendimento più un’azienda riesce a produrre utili con poco capitale. 

Questo dato però va preso con le molle, perché dipende molto anche da quanto capitale di terzi viene utilizzato, che contribuisce al guadagno totale. Ecco che entra il gioco il ROI, che definisce il rapporto tra il reddito netto e l’attivo patrimoniale. Se nell’esempio, un’azienda si finanzia per 9.000.000 di dollari, a quel punto il rendimento dell’attività risulta essere dell’1% e di questo aspetto bisogna tenerne conto.

 

Price/Earnings to Growth Ratio (PEG)

Il Price/Earnings to Growth Ratio è un parametro che rapporta il P/E di un’azione con il tasso di crescita degli utili. Solitamente è indicativo per valutare se un’azienda che si sta comprando presenta utili che crescono nel tempo o che al contrario sono stagnanti o persino in diminuzione. Di norma un PEG pari a 1 viene considerato un valore equo, mentre quando è inferiore ci sono delle possibilità che l’azione che si vuole acquistare sia sottovalutata, in quanto il mercato non sta adeguatamente prezzando la capacità di crescita dei profitti nel tempo.

 

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Redazione

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Una risposta

  1. Ottimo! Sono un appassionato di finanza . La materia mi attrae moltissimo nonostante sia un agronomo e non un laureato in economia. Seguo i mercati giornalmente ( Europa, USA, Emergenti ). Mi piacerebbe tantissimo acquisire sempre più informazioni per accrescere la mia cultura finanziaria.

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