Azioni asiatiche: per gli investitori sono da preferire alle azioni USA nel 2024

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Le azioni asiatiche hanno concluso il 2023 sottotono rispetto a quelle americane. L’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato solamente l’8,8%, a fronte di un balzo del 24,23% dell’indice S&P 500. Eccezion fatta per il Giappone e l’India, i cui indici principali sono saliti rispettivamente del 27,96% e del 18,79%, l’Asia non ha brillato in generale. A condizionarne la performance sono stati soprattutto i mercati cinesi, con le Borse in declino in quanto hanno riflettuto un rimbalzo economico della Cina che non c’è stato dopo le chiusure per Covid del 2022.

Inoltre, Pechino continua a vivere il calvario di una crisi immobiliare che sembra non finire mai. Molti lavori da parte degli sviluppatori immobiliari sono incompiuti, mentre incombono le scadenze delle obbligazioni prefigurando l’eventualità di default a raffica se non si troverà una soluzione nei piani alti del governo. Le autorità fiscali e monetarie stanno provando la strada degli stimoli per cercare di rilanciare l’economia, ma finora i risultati rimangono al di sotto delle aspettative. Gli investitori sono quindi fuggiti dalle azioni cinesi e al momento si vedono pochi motivi per tornare a comprare, se non quello delle valutazioni che per alcune grandi aziende sono diventate allettanti.

 

Azioni asiatiche: ecco perché investire nel 2024

Gli strateghi e i gestori di fondi però credono che quest’anno le azioni asiatiche faranno meglio delle pari statunitensi. Lo riporta un sondaggio realizzato da Bloomberg, nel quale sono stati interpellati 11 grandi investitori con sede in Asia. La maggior parte degli intervistati ha aumentato l’esposizione alle azioni asiatiche sulla base di un sentiment crescente nei confronti della Cina con riferimento ai titoli a basso costo. Restano sempre le preoccupazioni per la debolezza dell’economia cinese, mentre le elezioni politiche che si sosterranno in Paesi come Taiwan e India non sono motivo di ansia per i gestori.

Nel contempo, è calato l’interesse verso l’equity USA a causa dei potenziali tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve lungo il corso dell’anno. I partecipanti non credono che la Fed riuscirà a favorire un atterraggio morbido per l’economia statunitense, che sarà messa sotto pressione anche dalle tensioni geopolitiche globali.

Gary Dugan, chief investment officer di Dalma Capital Management Ltd, che preferisce i beni di consumo discrezionali e alcuni titoli finanziari della regione asiatica, ritiene che “il rialzo è chiaro se le economie asiatiche sono in grado di godere di tagli dei tassi di interesse e di una certa normalizzazione in Cina”. A giudizio dell’esperto, “l’Asia offre valore” e per questo bisogna “prestare maggiore attenzione alle buone notizie”.

Invesco Asset Mangement punta su India e Giappone, mentre sostiene in generale che le azioni asiatiche siano ancora più interessanti con la sottoperformance dello scorso anno. “Dato il sottolivello dei prezzi delle azioni della regione nel 2022-2023, c’è un notevole potenziale di rialzo, soprattutto in India e Giappone”, ha affermato Tomo Kinoshita, global market strategist di Invesco con sede a Tokyo.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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