Le azioni bancarie europee hanno vissuto un anno scintillante, affermandosi come le più performanti nelle Borse del Vecchio continente. L’indice Euro Stoxx Banks, comprensivo dei maggiori istituti di credito dell’eurozona, sta per chiudere il 2024 con un guadagno che si avvicina al 30%.
A livello di singola società, la maglia rosa del settore è andata a Banca Monte dei Paschi di Siena, che ha più che raddoppiato la capitalizzazione di mercato. Se si considerano le big d’Europa, in testa nelle performance troviamo Unicredit con un guadagno di oltre il 50%. Ottimi risultati anche per Intesa Sanpaolo grazie a un profitto di oltre il 40% e per Deutsche Bank, le cui azioni sono salite di oltre 30 punti percentuali.
La pecora nera del settore è stata BNP Paribas, il cui titolo è scivolato di circa l’8% per effetto delle pressioni subite dalla Borsa francese soprattutto a causa della crisi politica. “Le banche europee hanno avuto un altro grande anno”, ha commentato Andrew Stimpson, analista di Keefe, Bruyette & Woods. “Il mercato era molto più timoroso del necessario per l’effetto del calo dei tassi, ma gli istituti di credito si sono coperti con successo”.
Azioni bancarie europee: le ragioni del rally
Le ottime performance delle azioni bancarie europee vengono spiegate da almeno tre fattori. Innanzitutto, i tassi di interesse alti hanno favorito la redditività netta da interessi che rappresenta il core business delle aziende di credito in Europa, nonostante la Banca centrale europea abbia iniziato a tagliare il costo del denaro. Gli ottimi guadagni sul margine di intermediazione hanno più che compensato la modesta attività di dealmaking e la scarsa crescita dei prestiti. Alla fine, secondo i calcoli degli analisti di Citigroup, il ritorno medio del capitale proprio è risultato di circa il 13% nelle banche dell’eurozona.
In secondo luogo, ha inciso molto il livello record di restituzione del capitale agli azionisti. Stimpson ha affermato che i riacquisti di azioni proprie nel 2024 sono ammontati a circa 45 miliardi di euro, mentre i dividendi intermedi pagati sono risultati di 19 miliardi di euro. Quest’ultima cifra verrà completata da ben 69 miliardi di euro di dividendi finali all’inizio del 2025. Per gli investitori si tratta di un grande ritorno dopo che nel 2020 la BCE aveva fatto congelare cedole e buyback per conservare la liquidità in azienda a seguito dello shock pandemico.
Infine, il rally delle azioni è stato motivato dalla crescente attività di consolidamento nel settore. La grande protagonista del risiko bancario è stata Unicredit. In prima battuta, l’istituto guidato da Andrea Orcel ha acquisito il 9% della rivale tedesca Commerzbank, a cui ha aggiunto derivati per un altro 19%, in attesa dell’autorizzazione della BCE ad arrivare alla soglia del 29,9%. In seguito, Unicredit ha lanciato un’offerta pubblica di scambio su tutte le azioni della connazionale Banco BPM, che però si è chiusa a riccio innescando il meccanismo di acquisizione ostile. Anche in Spagna ci sono stati dei movimenti, con Banco Bilbao Vizcaya Argentaria SA che ha presentato un’offerta pubblica di acquisto ostile per la più piccola concorrente spagnola Banco Sabadell SA e ha ricevuto un alt dall’autorità antitrust spagnola.









