Nelle recenti calde settimane del risiko bancario italiano, JPMorgan è salita nel capitale di Bper Banca. Il colosso americano ha infatti aumentato la propria partecipazione potenziale nell’istituto modenese portandosi vicino al 10%. Tuttavia sono solo il 2,1% i diritti di voto riferibili alle azioni, mentre il resto è diviso tra obbligazioni (1,8%) ed equity swaps (5,8%).
La banca Usa ha anche spiegato cosa vuole fare di questa partecipazione. O meglio, cosa non vuole farci: “Non abbiamo in programma – scrivono – di acquisire il controllo o di influenzare in altro modo la gestione della società”. In ogni caso, JPMorgan e le sue affiliate “agiscono da sole” e “non è parte di alcun patto parasociale in relazione” a Bper Banca, “né di alcun altro accordo in relazione ai diritti di voto” e non ha intenzione di proporre l’integrazione o la rimozione dei vertici della banca. Quanto alla quota posseduta, per JPMorgan è “connessa alla fornitura di liquidità, all’esposizione o alla copertura derivanti da operazioni con i clienti nell’ambito di prodotti in contanti o derivati”.
L’intervento di JPMorgan si inserisce in uno dei periodi più turbolenti per il settore bancario: lunedì prossimo prenderà il via l’ops di Bper Banca su Popolare di Sondrio, con chiusura prevista, salvo proroghe, l’11 luglio. Nella City milanese, intanto, c’è chi sussurra che anche la scalata silenziosa di JPMorgan possa essere un nuovo tassello nel mosaico del consolidamento bancario. La banca americana, infatti, potrebbe muoversi per conto di un istituto italiano. Quale? Tra le ipotesi circola il nome di Unicredit, anche se il gruppo guidato da Andrea Orcel è già impegnato su più fronti e, almeno per ora, non sembra intenzionato ad aprire nuove partite di M&A.
Azioni Bper Banca: quotazioni all’interno di un ampio trading range
Le azioni Bper Banca sembrano essere impostate al ribasso nel breve termine, anche grazie alla performance molto negativa registrata nella seduta di ieri (-3,13%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 7,670, per poi andare a chiudere sul finale non distante.
In seguito al massimo relativo toccato lo scorso 26 marzo sul livello 7,810, il titolo ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento movimento ribassista che si è arrestato solo in prossimità del supporto presente a quota 5,312 (7 aprile). Da quel momento i corsi hanno reagito prontamente con un prolungato rimbalzo che ha superato i massimi precedenti raggiungendo il livello 8,045 (12 maggio), permettendo al mercato di creare una configurazione a V di stampo rialzista.
Successivamente, però, i prezzi si sono inseriti all’interno di un ampio trading range che non è mai sceso sotto quota 7,360, fino alle quotazioni attuali. E poiché ora Bper Banca si trova molto vicino alla soglia superiore della lateralità, per l’immediato futuro è lecito attendersi un nuovo ritracciamento che riporti i corsi fin verso il primo supporto individuabile nell’intorno dei 7,324 euro.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 7,924 con target nell’intorno degli 8,160 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte già alla violazione di quota 7,670 con obiettivo molto vicino al livello 7,440. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti la scorsa settimana. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 52.

L’andamento di breve termine del titolo BPER BANCA









