Azioni cinesi: 3 motivi per cui gli investitori sono prudenti

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Le azioni cinesi hanno iniziato la settimana in leggero calo, mentre molti investitori stanno studiando la strategia più appropriata per i prossimi mesi alla luce degli sviluppi a livello geopolitico. La tregua nella guerra commerciale siglata la scorsa settimana tra Stati Uniti e Cina ha trasmesso fiducia al mercato, con l’indice Hang Seng della Borsa di Hong Kong che ha recuperato circa 16 punti percentuali dai minimi di aprile. Tuttavia, il benchmark è ancora lontano rispetto ai massimi di marzo. Questo è un segno che la potenza del rally attuale non è la stessa di quella dello scorso anno, quando gli stimoli delle autorità cinesi hanno prodotto un effetto dirompente sugli asset del Paese.

 

Azioni cinesi: perché gli investitori sono cauti?

Cosa sta mantenendo cauti gli investitori in questo periodo? Secondo gli osservatori di mercato concorrono una serie di fattori. In primo luogo, c’è la preoccupazione di un allentamento degli stimoli fiscali e monetari dopo l’accordo sul congelamento per 90 giorni dei dazi reciproci tra Stati Uniti e Cina. Durante questo periodo dovrà trovato un accordo per abbassare notevolmente le tariffe al 145% per le merci cinesi di importazione americana e del 125% per merci americane di importazione cinese. In generale non c’è aspettativa che i prelievi vengono annullati e l’incertezza su quanto sarà il livello finale tiene i mercati in apprensione. Molti pensano che alla fine il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, stabilirà tariffe di un’entità tale da ridurre le sensibilmente le esportazioni cinesi. Per la seconda potenza economica mondiale potrebbe essere un danno rilevante, specialmente dopo anni di deciso rallentamento per l’economia del Dragone. “Gli investitori sono cauti visto il modo imprevedibile in cui si sono comportati Trump e la sua amministrazione”, ha detto Han Piow Liew, gestore di fondi presso Maitri Asset Management, un family office con sede a Singapore. “Avranno ancora più motivi per ridurre il loro ottimismo sulla Cina, aspettandosi tempi più incerti man mano chelo scenario geopolitico si svilupperà ulteriormente”.

Un altro fattore che ha trasmesso prudenza attiene alle grandi aziende tecnologiche cinesi. I dati delle trimestrali di Tencent e JD.com sono stati soddisfacenti, ma quelli di Alibaba hanno deluso. Il gigante di Hangzhou ha tradito le aspettative sulla crescita e non ha convinto sul fronte dell’intelligenza artificiale, sulla quale recentemente ha puntato molto. La preoccupazione sta nel fatto che le Big tech dovrebbero guidare la rinascita dell’economia cinese, ma ancora stanno faticando. Tutto ciò non è un bel messaggio per gli investitori. Secondo gli strategist di JPMorgan Chase, “mentre i mercati sono concentrati sulla distensione di 90 giorni e sulla drastica riduzione dei livelli tariffari durante questa pausa, è probabile che la competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina si allarghi e si intensifichi ulteriormente”.

Infine, c’è da rilevare che il mercato delle opzioni sta dando delle indicazioni poco confortanti. Gli strateghi di JPMorgan hanno segnalato che dal posizionamento dei dealer si evince che i trader sono venditori netti di opzioni. “Questo segna un’inversione di tendenza rispetto agli otto mesi precedenti, quando gli investitori erano acquirenti attivi, soprattutto per quanto riguarda le call durante le fasi di momentum”, ha scritto il team della banca americana in una nota.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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