Azioni cinesi: 3 ostacoli che possono rallentare il rally - Borsa e Finanza

Azioni cinesi: 3 ostacoli che possono rallentare il rally

Azioni cinesi: 3 ostacoli che possono rallentare il rally

Le quotazioni delle azioni cinesi hanno ripreso a crescere negli ultimi mesi dai minimi registrati ad aprile, quando l’economia della Cina era stata pesantemente scossa dalla chiusura delle attività economiche voluta dal Governo per combattere il ritorno del Covid-19. La sensazione generale è che il peggio sia alle spalle, dopo quasi due anni da vero incubo per le società del Dragone, soffocate da una Regolamentazione feroce che ha abbattuto le quotazioni in Borsa bruciando centinaia di miliardi di capitalizzazione.

Anche se nell’ultimo periodo la repressione normativa è tornata a farsi sentire su società come Alibaba e Tencent, che erano state tra le più prese di mira negli ultimi anni, per alcuni ciò rappresenta l’ultimo colpo di coda in un contesto in cui il clima sembra essersi rasserenato. A giocare a favore delle azioni cinesi è anche il fatto che la People’s Bank of China fornirà un ampio stimolo all’economia per raggiungere l’obiettivo di crescita del 5,5% fissato quest’anno dal Governo. Diversamente da quanto stanno facendo le Banche Centrali di tutto il mondo, che sono alle prese con un’inflazione sempre più difficile da domare. Fa eccezione nel gruppo la Bank of Japan, che continua nella sua politica monetaria espansiva per sollevare il Paese dalla scarsa crescita.

 

Azioni cinesi: ecco cosa potrebbe ostacolarle

Il percorso delle azioni cinesi non sarà però lineare e potrebbe andare incontro a diversi ostacoli. Il primo riguarda la questione della potenziale estromissione delle azioni cinesi da Wall Street e il controllo degli investimenti legati alla Cina. Con riferimento al delisting, ancora non si è trovata una forma di collaborazione tra le Autorità cinesi e americane in merito agli audit contabili. Quindi, allo stato attuale, se le società cinesi inseriti in black list dalla Securities and Exchange Commission non si adegueranno agli standard americani, si profilerà un’uscita dalla Borsa di New York nei prossimi anni. Con riferimento agli investimenti in Cina, secondo Owen Tedford di Beacon Policy Advisors, in autunno il Presidente USA Joe Biden potrebbe mettere in campo un ordine esecutivo che inserisca restrizioni per privilegiare la produzione nazionale di semiconduttori in maniera simile al Chips Act europeo.

Un altro ostacolo al rally delle azioni cinesi potrebbe arrivare dal Covid-19. Pechino ha allentato le misure draconiane imposte in primavera e mirate a raggiungere l’obiettivo di zero contagi. In verità, le infezioni stanno tornando a farsi sentire e probabilmente lo faranno ancora di più in autunno. Il Governo mantiene un approccio più orientato al lockdown rispetto al resto del mondo, anche perché il sistema sanitario cinese non è impostato per gestire una grande ondata e la popolazione anziana non vaccinata è numerosa. Questo significa che l’economia potrebbe essere messa ripetutamente sotto pressione, con ovvie ripercussioni sulle società quotate.

Il terzo ostacolo concerne il rallentamento dell’economia statunitense ed europea che intacca le esportazioni cinesi. Queste sono state molto forti in passato proprio perché da oltre confine la domanda risultava molto sostenuta. Con un’economia mondiale che non gira più come prima viene a mancare una fonte di reddito importante per le aziende dell’ex-Impero Celeste, che potrebbero vedere ricavi e utili compromessi nei prossimi mesi.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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