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Azioni cinesi: autorità bloccano il prestito titoli

Azioni cinesi: le autorità di regolamentazione bloccano il prestito titoli

Le autorità di regolamentazione di Pechino continuano la lotta per frenare le vendite allo scoperto delle azioni cinesi e interrompere il calo delle Borse. Oggi la China Securities Regulatory Commission (CSRC) ha annunciato misure drastiche dando seguito al messaggio di tolleranza zero dei giorni scorsi.

Secondo quanto previsto, i broker non potranno più prendere a prestito azioni per, a loro volta, prestarle ai trader per la vendita allo scoperto, limitando quindi il cosiddetto rifinanziamento titoli. Inoltre, l’authority bandirà completamente l’acquisto e la rivendita delle azioni nello stesso giorno. In realtà questa pratica è già vietata in Cina ma finora i trader hanno aggirato la norma prendendo i titoli a prestito e rivendendoli allo scoperto. Coloro che non rispetteranno le nuove regole subiranno pene molto severe, ha riferito il regolatore.

 

Azioni cinesi: è il momento di comprare?

Tutti i recenti sforzi attuati dalle autorità per limitare lo short selling hanno ridotto l’attività di prestito titoli del 24% a 63,7 miliardi di yuan, secondo i dati rilasciati dalla CSRC. Ad alcuni hedge fund è stato impedito di inserire ordini di vendita, mentre altri sono stati costretti a tenere una leva neutrale rispetto al mercato. Questo in aggiunta a ciò che è stato fatto in precedenza, come ad esempio gli acquisti di azioni delle più grandi banche della nazione. I provvedimenti però non sono stati sufficienti a ripristinare la fiducia degli investitori, smarrita a causa di un’economia cinese in difficoltà.

Le misure draconiane sono arrivate dopo che la scorsa settimana l’indice CSI 300 è scivolato ai minimi degli ultimi 5 anni. Dai picchi del 2021, nelle Borse di Hong Kong e della Cina continentale sono stati polverizzati circa 7.000 miliardi di dollari di capitalizzazione. Oggi però il benchmark è balzato del 3,48% sull’attesa che tutte le autorità di regolamentazione avrebbero aggiornato i vertici sulle condizioni di mercato e riferito al presidente Xi Jinping. Il mercato è  in attesa che i provvedimenti di sostegno da parte del governo diventino più energici e siano in grado di stabilizzare i mercati risollevando il sentiment.

Secondo Li Weiqing, gestore di fondi presso JH Investment Management Co, questo è il momento di acquistare le azioni cinesi. “La notizia che il presidente Xi Jinping sta tenendo una riunione è uno sviluppo incoraggiante in quanto mostra che il crollo si sta avvicinando al livello di comfort delle autorità”, ha detto. “Mi dà l’impressione che stiano facendo tutto il possibile”.

Altrettanto ottimista risulta essere Xu Dawei, gestore di fondi presso Jintong Private Fund Management a Pechino. “Il fatto che sia stata convocata una riunione straordinaria potrebbe indicare che le cose sono diventate così brutte da dover essere segnalate ai vertici. Se ci dovesse essere un rapporto da parte dei media statali su questo, direi con sicurezza che questo è il punto di svolta, poiché ora si vedono azioni concertate”, ha affermato.

Il rischio è che il sostegno statale possa richiedere  tempo per produrre i suoi effetti sul mercato, come suggerisce l’esperienza del 2015 allorché il crollo azionario si invertì dopo mesi dal momento in cui le autorità frenarono il trading speculativo. “La nostra opinione è che il sostegno statale possa effettivamente portare a un rimbalzo tattico, ma non siamo sicuri che ciò sia sufficiente per un rally sostenuto”, ha dichiarato Rajat Agarwal, stratega azionario asiatico di Société Générale SA. “Nel 2015, gli acquisti sono iniziati in estate, ma il rimbalzo non è durato e il mercato ha toccato il fondo solo all’inizio del 2016”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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