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Azioni cinesi: gli investimenti stranieri crollano dell’87% dal picco di agosto

Azioni cinesi: gli investimenti stranieri crollano dell'87% dal picco di agosto

Gli investitori stranieri si stanno allontanando dalle azioni cinesi. Secondo i dati forniti dalla piattaforma di trading Stock Connect di Hong Kong, dal picco di agosto a 235 miliardi di yuan, pari a 33 miliardi di dollari, gli investimenti esteri nelle aziende quotate in Cina sono precipitati ad appena 30,7 miliardi di yuan, segnando un calo dell’87%.

I gestori dei fondi globali si sono spaventati mettendosi in fuga dalle Borse cinesi allorché lo sviluppatore immobiliare Country Garden si è reso inadempiente su alcuni pagamenti obbligazionari, riportando in auge la crisi di liquidità di tutto un settore. Nel contempo, gli investitori hanno ridotto la loro fiducia nella capacità e volontà delle istituzioni cinesi di intraprendere delle azioni efficaci per stimolare la crescita di tutta l’economia del Paese. “Il problema della fiducia va oltre il settore immobiliare, anche se il settore immobiliare è fondamentale. Mi riferisco alla fiducia alle imprese e agli investitori, sia da parte degli investitori nazionali che esteri”, ha affermato Wang Qi, chief investment officer per la gestione patrimoniale presso UOB Kay Hian a Hong Kong.

A tutto ciò si aggiunge anche la serie di riacquisti effettuati da parte delle società quotate in Cina e gli investimenti su larga scala realizzati dai fondi nazionali e dalle istituzioni finanziarie statali intenti a sorreggere le quotazioni in Borsa delle azioni cinesi sotto pressione.

 

Azioni cinesi in calo, perché?

Il sell-off proveniente dall’estero rischia di registrare il più piccolo afflusso annuale dal 2015 per i mercati cinesi quando domani si chiuderanno le contrattazioni per il 2023. Questa sarebbe una nota amara per le Borse del Dragone, perché arriva nel primo anno completo del programma Stock Connect, che collega il trading transfrontaliero gestito da Hong Kong in cui gli investitori offshore possono negoziare le azioni quotate nelle Borse della terraferma.

Il sentiment però recentemente continua a non essere dei migliori. Nelle ultime due settimane le azioni cinesi hanno continuato a sottoperformare gli altri mercati. Mentre l’indice S&P 500 è salito del 4,7% a dicembre, l’indice di riferimento CSI 300 dei titoli quotati a Shanghai e Shenzhen è scivolato di oltre 3 punti percentuali. Contestualmente, i deflussi dall’estero hanno raggiunto questo mese 26 miliardi di yuan.

L’aspetto più preoccupante è che alcuni segnali di miglioramento generale per tutto ciò che riguarda la Cina ci sono stati. Ad esempio, alcuni dati macroeconomici sono risultati positivi, le relazioni tra Washington e Pechino sembrano meno tese e i tassi sui depositi degli istituti di credito sono stati tagliati cercando di dare uno stimolo al sistema finanziario. “È così controintuitivo: i dati stanno migliorando e il contesto generale dovrebbe essere abbastanza positivo per le azioni cinesi”, ha affermato Alicia García-Herrero, capo economista dell’Asia-Pacifico di Natixis. “Francamente, non c’è alcuna ragione per questo sell-off, se non che gli investitori fondamentalmente non vedono proprio il rialzo”.

C’è da dire anche che la mossa da parte delle autorità cinesi di fissare una nuova serie di regole repressive per il settore dei giochi online venerdì non ha giovato. Molti hanno visto i provvedimenti come un ritorno al passato, mentre il Paese cercava di cambiare pagina dopo le strette feroci degli ultimi anni.

 

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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