Azioni cinesi: il rally ricorda la bolla del 2015, cosa cambia oggi

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Le azioni cinesi si prenderanno una settimana di pausa a partire da oggi per la commemorazione del 75esimo anniversario della Repubblica popolare cinese. Il break arriva dopo una delle settimane più dense degli ultimi decenni. L’indice CSI 300 delle Borse di Shanghai e Shenzhen ha registrato un guadagno di quasi il 16% in quella che è stata la sua migliore ottava dal 2008.

A risvegliare il mercato dell’Impero di mezzo è stata la svolta negli stimoli monetari e fiscali che le autorità di Pechino hanno messo in campo con lo scopo di risollevare l’economia del Paese in crisi. La People’s Bank of China e il Ministero delle finanze hanno annunciato una serie di misure per centinaia di miliardi di dollari volte a favorire il credito, riattivare i consumi, dare supporto al moribondo mercato immobiliare e sostenere le azioni in Borsa. Un insieme di mosse che alcuni ritengono ancora insufficiente per un vero cambio di rotta, considerando anche che gli ultimi dati macroeconomici della Cina evidenziano una strada da percorrere ancora lunga.

Tuttavia, la fiducia degli investitori è salita. I gestori patrimoniali stanno liquidando le posizioni sugli asset che negli ultimi anni sono cresciuti di più, come quelli indiani e giapponesi, per puntare sulle azioni cinesi. Il clima è migliorato anche in virtù delle previsioni degli utili delle società cinesi, ora più stabili dopo i declassamenti di inizio anno. Secondo James Wang, responsabile della strategia cinese presso UBS Investment Bank Research, questo – insieme ai tassi USA più bassi, allo yuan più forte, all’aumento dei riacquisti di azioni proprie e ovviamente a una risposta politica più coordinata rispetto al passato – sostiene i guadagni in Borsa delle azioni cinesi.

 

Azioni cinesi: ecco perché il rally non è come la bolla del 2015

Alcuni analisti fanno il paragone con la bolla di mercato che si è avuta in Cina nel 2015, quando le quotazioni andarono in orbita. Secondo quanto riportato dalla società di servizi finanziari Wind Information, oggi il volume degli scambi sulle Borse della Cina continentale è arrivato a un valore di 2.590 miliardi di yuan, pari a 368,78 miliardi di dollari, superando il picco del 28 maggio 2015 a 2.370 miliardi di yuan.

Tuttavia, gli esperti di mercato riportano alcune differenze tra il 2015 e oggi. Una è l’utilizzo della leva finanziaria. Allora, nel periodo precedente il rally, i media statali incoraggiavano gli investimenti in Borsa e le regole erano allentate per prendere denaro in prestito al fine di acquistare azioni. Oggi non è più così e, come sottolinea, Aaron Costelo, responsabile regionale per l’Asia di Cambridge Associates: “La leva finanziaria è più bassa”. Ne consegue che il mercato oggi “non è salito come allora”, aggiunge Costello. Infatti, nel giugno 2015 lo Shanghai Composite superò i 5,100 punti, quota che non ha mai più riguadagnato. Nell’ultimo rally, l’indice ha chiuso a 3.336,5, mentre il CSI 300 si trova ancora al di sotto di 30 punti percentuali rispetto ai massimi di febbraio 2021.

Un’altra differenza importante consiste nell’approccio politico. La scorsa settimana il presidente cinese Xi Jinping, insieme alla PBoC, ha condotto un’azione collettiva per arrestare il declino del mercato immobiliare e rafforzare la politica fiscale e monetaria. “La politica è molto più forte e concertata questa volta rispetto al 2015”, ha affermato Zhu Ning, l’economista autore di “China’s guaranteed bubble“. Tuttavia, ha aggiunto, oggi “l’economia cinese deve affrontare maggiori venti contrari rispetto ad allora”.

Infine, il valore delle azioni cinesi prima del rally quest’anno era ai minimi pluriennali e ciò “ha rappresentato il catalizzatore che mancava per sbloccare valore”, ha sottolineato Costello.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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